Cosa vuol dire opposizione
di Michele SerraCome fare opposizione al governo più di destra della storia repubblicana? La domanda non riguarda solo i partiti e i parlamentari. Riguarda molti milioni di italiani, il loro assetto psicologico, i loro modi, il loro rapporto con "gli altri". Riguarda i giornali e i social, che sono la Polis allargata anche quando non sanno di esserlo. Riguarda le parole che usiamo e i giudizi che formuliamo, riguarda, insomma, la convivenza quotidiana in un paese poco sereno, minuta appendice di un mondo poco sereno. Diciamo, allora, che parte con il piede sbagliato chi rinfaccia a Giorgia Meloni le malefatte di un padre per altro fuggiasco e distante. È lo stesso metodo, basso e feroce, usato, da anni, da giornali e giornalisti di destra vocati al linciaggio personale e all'odio fisico: volete assomigliare a loro o essere diversi da loro? Ben maggiore rilievo, piuttosto, dovrebbero avere i manifesti nazisti incollati davanti al liceo Parini di Milano. L'immagine, in perfetto stile Ludwig, è una scuola che brucia perché alle finestre ha le bandiere arcobaleno. Al rogo i froci: vi dice qualcosa, o non ve ne frega nulla? C'è un campo ideale da presidiare, e sarebbe meglio riuscire a farlo anche con la parte più civile e meno ottusa degli "altri". E, a proposito di sensibilità democratica, c'è un tasso di rispetto da pretendere, giorno dopo giorno, per tutti. Perché "tutti" è la soglia invalicabile, e lo è da sempre, per chiunque pronunci la parola democrazia, e a maggior ragione per chi pronunci la parola sinistra. È evangelico? Più banalmente, è democratico. Gentilezza e forza, senza l'una e senza l'altra non ne usciamo.