L'amaca

di Michele Serra

L’autore dà voce alla sua ormai storica rubrica quotidiana. Nemmeno lui ha ancora capito se si tratti di una forma di schiavitù o di vanità... Dal martedì alla domenica, il podcast di Michele Serra su Repubblica.

Gli opposti pacifismi

A giudicare dalla piccola sparatoria verbale tra Conte e Calenda, lo scopo recondito della grande manifestazione pacifista romana e di quella più piccola di Milano era farsi la guerra tra loro. Ma non credo fosse quello lo spirito dei partecipanti, anche perché ciò che univa i due cortei, ovvero la condanna dell'aggressione russa e la solidarietà con gli ucraini, era politicamente più rilevante di ciò che li divideva, ovvero l'ulteriore invio di armi all'Ucraina e la diversa intensità con la quale i promotori chiedono di cercare una soluzione diplomatica. Le interferenze di politica interna su un tema di enorme rilevanza internazionale, oltre a essere meschine, sono anche stucchevoli. Come sa bene Letta, mettere Conte e Calenda attorno a uno stesso tavolo è più difficile che farlo con Putin e Zelensky. E attorno a questo poco interessante derby tra sconfitti (per la serie: i polli di Renzo) si sono formate accese tifoserie, anche giornalistiche, che soffiano sul fuoco, e per le quali le liti interne al (teorico) centrosinistra sono molto più appassionanti di quanto sta architettando il governo, la cui compattezza, se non altro di facciata, è dieci volte superiore a quella delle opposizioni. Passi che si siano organizzate due distinte manifestazioni "per la pace", capita quando non si è capaci di allargare lo sguardo oltre i propri cortili politici. Ma almeno, una volta fatta la frittata, i due principali artefici della divisione potevano almeno fare finta di ignorarsi. Un bel tacer non fu mai scritto, anzi twittato.

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/l-amaca/2022/11/05/audio/gli_opposti_pacifismi-423001913/

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