L'errore e la colpa
di Michele SerraCapita che una testata normalmente attendibile (Rainews 24) definisca Auschwitz "campo di concentramento polacco", e che l'account ufficiale Auschwitz Memorial corregga: "era un campo di concentramento e sterminio nazista tedesco nella Polonia occupata, non un campo di concentramento polacco". Il direttore di Rainews si è scusato "per l'errore. Facendo informazione 24 ore su 24 può succedere". Sono stato ad Auschwitz - con quello che ne consegue umanamente e politicamente - e devo dire che l'errore di Rainews è comprensibile. Il campo è (ed era) effettivamente in territorio polacco, al tempo occupato dai nazisti. Considero scontato - e forse sbaglio - che tutti sappiano che si trattava "di un campo nazista tedesco nella Polonia occupata". Ma non considero imperdonabile scrivere nei titoli che scorrono sotto i notiziari che si tratta di "un campo di concentramento polacco". Né considero accettabile includere quell'errore nel novero, disgustoso, del revisionismo storico. Errore e dolo non sono la stessa cosa. Distinguere le bugie dei mascalzoni e le falsità dei revisionisti dalle imprecisioni e dagli errori commessi in buona fede, aiuterebbe molto la causa della verità storica. In lunghi anni di mestiere ho imparato che l'errore fa parte del gioco, è bello che qualcuno te lo faccia notare per aiutarti a non sbagliare più, è sgradevole subire rimbrotti che servono solo a confondere la malafede con la buonafede. La mia opinione è che sarebbe bastata, da parte dell'Auschwitz Memorial, una segnalazione privata a Rainews. A scanso di equivoci (questo è l'Evo dei Nervi Scoperti) ribadisco: è solo la mia opinione.