Certo il mondo è prodigo di violenze ributtanti e odiose soperchierie. Ma l’idea che una ragazza di diciassette anni possa morire perché non indossa il velo è veramente insopportabile. È capitato alla diciassettenne Armita Garawand sulla metropolitana di Teheran, pestata un mese fa dalla “polizia morale” (che nome ignobile) e morta dopo una lunga agonia. Capitò, prima di lei, alla ragazza curda M…