L'amaca

di Michele Serra

L’autore dà voce alla sua ormai storica rubrica quotidiana. Nemmeno lui ha ancora capito se si tratti di una forma di schiavitù o di vanità... Dal martedì alla domenica, il podcast di Michele Serra su Repubblica.

Qualcuno che le dia una mano?

Lo “scherzo telefonico” alla presidente Meloni non merita di essere promosso a “caso politico”, ma nel suo piccolo conferma alcune opinioni fin qui raccolte sul governo in carica. Meloni se l’è cavata piuttosto bene. Ha detto in una comunicazione privata più o meno le stesse cose che dice in pubblico, così che i due “comici russi” (in questo momento storico sembra un ossimoro) hanno avuto ben poca ciccia da dare in pasto alla propaganda nazionalista. Rimane il disastro del suo entourage, così gonzo e impreparato da non essere capace di filtrare una beffa potenzialmente pericolosa, o quanto meno imbarazzante. Di qui la conferma dell’idea di massima che ci siamo fatti a proposito del melonismo: lei potrebbe anche reggere il ruolo, è tosta e tenace, al di là delle sue idee in grande parte pessime sa come sostenere il gioco del potere. Ma è circondata da troppi mediocri, da troppi parvenue, da troppi famigli non all’altezza. Ha un problema di classe dirigente grosso come una casa e lo spoils system non solo non le è di aiuto, ma la penalizza, perché si sente autorizzata a portarsi appresso un personale scadente, per giunta in piena euforia da incarico pubblico finalmente conquistato. Vedi il caso Rai, perfetta istantanea di una “sostituzione etnica” tanto arrogante quanto goffa e peggiorativa. La sua stessa figura politica ne esce inevitabilmente indebolita: perfino nell’evo del populismo, una leader non può dare l’impressione di camminare da sola lungo un corridoio, senza nemmeno un corrimano.

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/l-amaca/2023/11/01/audio/qualcuno_che_le_dia_una_mano-423003701/

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