Ha fatto benissimo l’attore Alec Baldwin, braccato in una caffetteria di New York da una energumena che lo inquadrava con il suo smartphone intimandogli di gridare “Free Palestine” (aveva deciso lei, non Baldwin, che Baldwin dovesse pronunciarsi in rete), a liberarsi con una manata di quel telefonino inquisitore, un piccolo Torquemada portatile. Il fanatismo si muove sui due fronti, quello che ve…