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Una morsa che si allenta

Posta e risposta del 7 luglio 2024
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Per quanto esile, la speranza suscitata dalla vittoria di Massoud Pezeshkian, candidato “moderato” alla presidenza dell’Iran, non è poca cosa. È un grande popolo, quello, antico e civile, che la tragedia della teocrazia non ha piegato, specie le donne, specie le città. Forse l’obbligo del velo, almeno quello, smetterà di essere ragione di persecuzione e in qualche caso di morte. Se vi pare poco, chiedete alle ragazze che per avere i capelli sciolti hanno rischiato la galera e la vita, a migliaia.

Colpisce che Massoud (un nome che fa piacere scrivere: evoca “quel” Massoud, il generale afgano islamico, ma non islamista, assassinato dai talebani nel 2001) abbia parlato, subito dopo la sua elezione con largo margine, di amicizia e di futuro. Non sono, amicizia e futuro, le parole dei fanatici, degli integralisti, dei capipopolo che in mezzo mondo fondano il loro potere sui concetti opposti: inimicizia e paura del futuro. Quando vince un riformatore è come se si allentasse, di tanto o di p…

Per quanto esile, la speranza suscitata dalla vittoria di Massoud Pezeshkian, candidato “moderato” alla presidenza dell’Iran, non è poca cosa. È un grande popolo, quello, antico e civile, che la tragedia della teocrazia non ha piegato, specie le donne, specie le città. Forse l’obbligo del velo, almeno quello, smetterà di essere ragione di persecuzione e in qualche caso di morte. Se vi pare poco, chiedete alle ragazze che per avere i capelli sciolti hanno rischiato la galera e la vita, a migliaia.

Colpisce che Massoud (un nome che fa piacere scrivere: evoca “quel” Massoud, il generale afgano islamico, ma non islamista, assassinato dai talebani nel 2001) abbia parlato, subito dopo la sua elezione con largo margine, di amicizia e di futuro. Non sono, amicizia e futuro, le parole dei fanatici, degli integralisti, dei capipopolo che in mezzo mondo fondano il loro potere sui concetti opposti: inimicizia e paura del futuro. Quando vince un riformatore è come se si allentasse, di tanto o di poco, una morsa, come se si ammorbidisse il rapporto che abbiamo con il mondo.

Qualcosa di nuovo può ancora accadere, dice la vittoria di Massoud, dopo lunghi anni nei quali si pensava che quel Paese fosse imbalsamato nell’eterno presente “rivoluzionario” imposto dal khomeinismo, una specie di blocco psicologico e culturale spacciato per volontà di Dio, imposto con le percosse della “polizia morale”, odiosa a partire dal nome. Ci dimentichiamo troppo spesso che il mondo è grande, e quello che accade fuori dall’Occidente a volte è più importante delle nostre faccende. La storia sono loro, viene da dire pensando agli iraniani e soprattutto alle iraniane.

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