Il tono di sgomento e di sfiorata apocalisse con il quale si parla del black out informatico di venerdì 19 luglio suggerisce l’idea che noi contemporanei si viva nella presunzione (infondata) che tutto debba sempre funzionare, niente rompersi. Credo che non esista scienza, o esperienza, che assecondi questa sciocca illusione. Tutto si rompe, tutto si interrompe, tutto è vulnerabile e deperibile, …