Un giorno o l’altro si dovrà stilare l’elenco, interminabile, dei Martiri della Rete. Parlo dell’esercito di persone che si sono rovinate, o immolate, o comunque messe in impicci seri, per non avere saputo resistere alla tentazione di postare qualcosa che li mette in cattiva luce, qualcosa di dannoso, di autolesionista. Parlo di casi gravi, tipo i bulli che documentano, entusiasti, gli episodi d…