In un vecchio monologo (uno dei primi della sua grande carriera teatrale) Giorgio Gaber raccontava il piacere di essersi perso spettacoli o film o libri che era considerato socialmente indispensabile avere visto, o letto. Qualcosa di simile mi capita (da molti anni) con il gossip, nei confronti del quale ho sviluppato un fiuto da segugio: lo riconosco a distanza, ne intuisco l’incombere e clicco…