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Il Dio obbligatorio

L’amaca di giovedì 15 ottobre 2026
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Condannata a morte a 23 anni per «insulti al profeta»: Najmeh Amini si aggiunge alla lunga lista (lunga millenni) dei crimini del potere religioso, che nell’Iran teocratico oggi ammazza, incarcera e tortura con uno zelo che appare sempre più sadico, e per giunta sempre più stupido, mano a mano che i secoli passano. Per quanto accidentato, il cammino della storia qualche passo verso il rispetto della libertà di fede, e soprattutto di libertà dalla fede, lo ha mosso. Non in Iran.

Il Dio obbligatorio è una proiezione feroce della miseria spirituale di chi se ne serve. Vietato per legge non credere in Dio, vietato per legge non onorare il Dio al potere. Non bisogna essere Giordano Bruno o Bertrand Russell, basta un minimo di sentimento della libertà, e per chi ne è sprovvisto basta un minimo di rispetto umano, per considerare odioso un culto religioso obbligatorio per legge.

Sono notizie che, a leggerle, fanno fremere. Eppure non credo che il nome di Najmeh Amini diventerà popolare tra i…

Condannata a morte a 23 anni per «insulti al profeta»: Najmeh Amini si aggiunge alla lunga lista (lunga millenni) dei crimini del potere religioso, che nell’Iran teocratico oggi ammazza, incarcera e tortura con uno zelo che appare sempre più sadico, e per giunta sempre più stupido, mano a mano che i secoli passano. Per quanto accidentato, il cammino della storia qualche passo verso il rispetto della libertà di fede, e soprattutto di libertà dalla fede, lo ha mosso. Non in Iran.

Il Dio obbligatorio è una proiezione feroce della miseria spirituale di chi se ne serve. Vietato per legge non credere in Dio, vietato per legge non onorare il Dio al potere. Non bisogna essere Giordano Bruno o Bertrand Russell, basta un minimo di sentimento della libertà, e per chi ne è sprovvisto basta un minimo di rispetto umano, per considerare odioso un culto religioso obbligatorio per legge.

Sono notizie che, a leggerle, fanno fremere. Eppure non credo che il nome di Najmeh Amini diventerà popolare tra i suoi coetanei occidentali, così sensibili a tante cause di libertà e giustizia. Allo stesso modo, è già dimenticato il nome di Mahsa Amini, l’attivista iraniana ammazzata di botte dai poliziotti di Dio perché non indossava il velo. La ragione di questa omissione mi sfugge.

Non riesco a credere davvero che i calcoletti geopolitici che sono prassi tra gli adulti (l’Iran è nemico di Usa e Israele) possano avere un peso tra chi ha vent’anni e sogna la libertà, proprio come Najmeh sbattuta in carcere per una frase postata in rete. Se qualcuno organizza qualcosa per Najmeh me lo faccia sapere. Per l’occasione avrò vent’anni anche io. Lo spazio dell’Amaca è a disposizione.


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