La seduzione della democrazia
di Michele SerraLa partita è aperta: le destre nazional-populiste non hanno di fronte il nulla. A Belgrado sono state detronizzate da un movimento di studenti diventato marea democratica (si vede che le parole d’ordine “libertà e democrazia” da quelle parti non sono vecchio ciarpame, sono sinonimi di “futuro migliore”. Anche la Serbia dei giovani bussa alle porte dell’Europa).
In Brasile la sinistra di Lula, malgrado sia vecchia e logora, è stata preferita, a sorpresa, al bolsonarismo, che come il trumpismo è una versione muscolare e fascistoide del capitalismo di rapina. Disboscare l’Amazzonia per fare quattrini, evidentemente, non è un’idea che conquista tutti, e chissà che Bolsonaro jr non abbia perso anche per la brutalità (che a destra, con un eufemismo, chiamano franchezza) con la quale antepone il profitto agli interessi generali.
Vediamo come andrà negli Usa con le elezioni di metà mandato, ma l’ipotesi che il nazional-populismo di destra non abbia risposte adeguate da dare alla crisi mondial…
La partita è aperta: le destre nazional-populiste non hanno di fronte il nulla. A Belgrado sono state detronizzate da un movimento di studenti diventato marea democratica (si vede che le parole d’ordine “libertà e democrazia” da quelle parti non sono vecchio ciarpame, sono sinonimi di “futuro migliore”. Anche la Serbia dei giovani bussa alle porte dell’Europa).
In Brasile la sinistra di Lula, malgrado sia vecchia e logora, è stata preferita, a sorpresa, al bolsonarismo, che come il trumpismo è una versione muscolare e fascistoide del capitalismo di rapina. Disboscare l’Amazzonia per fare quattrini, evidentemente, non è un’idea che conquista tutti, e chissà che Bolsonaro jr non abbia perso anche per la brutalità (che a destra, con un eufemismo, chiamano franchezza) con la quale antepone il profitto agli interessi generali.
Vediamo come andrà negli Usa con le elezioni di metà mandato, ma l’ipotesi che il nazional-populismo di destra non abbia risposte adeguate da dare alla crisi mondiale va tenuta in considerazione. Negli ultimi anni si sono lette milioni di analisi su quanto è inadeguata alle sfide del tempo la sinistra. Ma se il giovane Bolsonaro perde secco contro un signore di 81 anni; e se Trump dovesse perdere il 3 di novembre; forse qualche utile analisi sull’inadeguatezza ai tempi di questa destra meriterebbe uno spazio almeno uguale.
E se il linguaggio rozzo e ributtante non fosse una geniale innovazione, ma fosse banalmente squalificante? Se lo fosse il bullismo politico? Se l’idea di Nazione e di Religione come salvezza identitaria fosse una bufala indigesta? Se il popolo non fosse così populista? Se i diritti, l’uguaglianza, la fratellanza tra i popoli avessero ancora un imprevisto potere di seduzione?