La prima cosa bella di martedì 2 giugno 2021, Festa della Repubblica, sarebbe celebrarla con un volo di Stato, un volo speciale che imbarchi passeggeri no mask & no brain. Destinazione: nowhere. Invece di dare loro i 15 minuti di fama che non si negano a nessuno. Invece dei titoli su quella che svalvola al ritorno da Ibiza. Invece di chiedere a quella che “Non ce n’è coviddi”: “E al Quirinale lei chi vedrebbe bene? E’ per il Mattarella bis?”.
Invece di domandarci ogni estate che fine abbiano fatto quella della “bira e calippo”. Un biglietto omaggio. Anche a quello che faceva il disturbatore dietro i telegiornalisti. A tutti quelli che hanno detto la frase: “Lei non sa chi…”, senza neppure lasciargliela finire. A quelli che “nelle torri quel giorno non c’erano ebrei”.
A chi “è stato Bill Gates”, “Soros”, “la Cina”, la Cia”. Tutti a bordo, in disordine sparso, accalcati per arrivare a li mejo posti, spingendosi. Senza hostess, poverette, che non ce la fanno già più. Con il pilota automatico. Allacciatevi le cinture. O anche no. Siete sull’aereo delle libertà. Vale tutto. Non spegnete il telefonino. Chiamatevi tra di voi. Fatevi un selfie. Fumate una sigaretta. Musica a palla. Qualche acrobazia con le Frecce tricolori e via. Oltre questa nuvola non è più Repubblica Italiana. I passeggeri F3 e D5 in nomination. L’isola è lì sotto, appena duemila metri. Adesso ci andate.