La prima cosa bella

The young president

The young president
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La prima cosa bella di martedì 9 novembre 2021 è “il presidente giovane” proposto da Rino Formica in un’intervista a Repubblica. Altrochè Mick Jagger: “Grazie ragazzi!”. Voglio dire, già per legge il capo dello Stato deve avere almeno 50 anni e solo gli sfrenati assertori del presente storico possono definire “giovane” un ultracinquantenne. Un tempo se gli urlavi alle spalle “Giovane!” mica si girava. Adesso si affacciano anche dalle finestre, dicendo ai nipoti quarantenni: “Mi chiamano”. Non credo Formica ne facesse una questione d’età, ma di mancata compromissione dovuta al tempo. Ci vorrebbe un presidente che non fosse stato mai ad Arcore, che ritenga le nomine in tv d’importanza zero, che veda certi orrori non come la storia che si ripete, ma come una nefandezza da stroncare sul nascere. L’età, certo, aiuta. La condiscendenza generazionale, meno. Tutti a esultare, ma io ho provato tristezza pensando ai Maneskin che fanno da apripista ai Rolling Stones e Mick Jagger, il loro nonno, che ringrazia, sì: ma adesso fate suonare i grandi. Lo sono stati, per chi li ha amati, ma ora dovrebbero fare Satisfaction, Angie e poi lasciare il palco. La loro canzone che più ho amato? Time wiats for no one. Diceva: “Il tempo non aspetta nessuno e non aspetterà neanche me”.