La prima cosa bella di giovedì 10 ottobre 2024 è l’Aventino, la migliore idea avuta fin qui dalla segretaria democratica Elly Schlein.
Sempre caro mi fu quest’ermo colle, dove salivano i plebei, stressati dai patrizi, dove si rifugiarono gli antifascisti chiedendo giustizia per il delitto Matteotti.
L’Aventino è uno stato della mente che diventa fisico. Non è una resa, ma una dis-inclusione che esclude la chiamata di correo a futura memoria e Storia. La non complicità con lo sfacelo del presente. Chi sta sull’Aventino, a maggior ragione, vede, sente e non tace, ma parla da un punto più alto mentre sotto c’è un gran clamore di mandibole che tutto copre.
L’Aventino, dunque, nel 2024, per non danzare al gran ballo delle nomine, per non legittimare scelte sciagurate. Quel che ci vorrebbe è che se un giorno le parti cambiassero e l’opposizione divenisse maggioranza, rimanesse sull’Aventino e continuasse a non nominare, non dare posti, non creare platee di disponibili in quanto beneficiati. Sull’Aventino, semper.