La storia

La squalifica si sconta alla mensa dei poveri

A Reggio Calabria firmato un accordo con il centro Servizi Volontari per i tornei organizzati dal Csi. "Sarà un percorso rieducativo vero per gli atleti protagonisti di episodi violenti"
di GIUSEPPE BALDESSARO

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REGGIO CALABRIA - La squalifica rimediata sul campo di gioco la potranno scontare andando a fare volontariato alla mensa dei poveri, con i disabili e tra la gente bisognosa. E' questo il senso di un protocollo d'intesa firmato ieri mattina a Reggio Calabria tra il Centro Sportivo Italiano (Csi) e il Centro Servizi Volontariato (Csv) che hanno deciso di lavorare assieme per attivare un percorso "rieducativo vero" per gli atleti protagonisti di episodi violenti. Due realtà diverse che si mettono assieme contro "la mafiosità in campo".

Il presidente del Csi Paolo Cicciù ha spiegato che "sono diventati troppi i campi da gioco della provincia, da "bonificare" rispetto ad una mentalità mafiosa che imperversa tra il silenzio dei tanti. Sappiamo che questa nostra azione (che partirà in via sperimentale nei campi del Csi da subito, ma in concreto da settembre), sarà in qualche modo ostacolata. Tuttavia facciamo un appello responsabile a tutti, nella speranza che federazioni ed enti di promozione sportiva si uniscano soprattutto a difesa dei settori giovanili". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Mario Nasone, presidente del Csv, secondo il quale "è tempo di dire basta a questa tremenda escalation di violenza. Bisogna denunciare ed agire: questo protocollo di intesa vuole essere premonitore rispetto ad una nuova generazione di dirigenti sportivi, che prima di tutto siano educatori. Troppe volte si sentono e si vedono scene assurde, dove i genitori perdono la bussola e finiscono per essere i peggiori esempi per i propri figli e, pure per loro, questo protocollo di intesa prevede una formazione annuale all'impegno, al servizio, all'esempio".
Un'esperienza sui luoghi del disagio per le due organizzazioni non può che far bene ai ragazzi e ai genitori, per rendersi conto che di fronte alle difficoltà affrontate da tanti essere umani ogni forma di violenza è, oltre che ridicola, anche assolutamente ingiustificata. Ed è per questo che per ottenere "sconti" di squalifica gli atleti dovranno donare alcune ore della loro settimana, ricevendone in cambio "una lezione di vita".

L'iniziativa è già stata accolta con entusiasmo dalla Diocesi di Reggio Calabria  -  Bova e da quella di Oppido Mamertina  -  Palmi, un plauso è arrivato anche dalla Provincia di Reggio Calabria e da Mimmo Praticò presidente del Coni Calabria. Dall'osservatorio di Pratico "quello della violenza nello sport è un argomento certamente scottante che troviamo in misura maggiore proprio al sud, in Calabria ed in Sicilia. Il discorso della mafiosità come atteggiamento, della violenza fisica e psicologica, che riscontriamo soprattutto tra gli addetti ai lavori, è una piaga molto grave per il mondo dello sport". Per questo il presidente ha trovato la proposta "molto bella". Aggiungendo che "vivere una squalifica tra chi è povero, chi è disagiato, chi è vive nella dipendenza, può far capire l'importanza della correttezza in campo e fuori. Purtroppo gli episodi di violenza sono tanti e bisogna trovare degli strumenti per arginarli. Questo protocollo però può essere un buon punto di partenza".