La storia

Ada e Matteo, ambasciatori in America. Insegnano ai ciechi come si gioca a baseball

Entrambi non vedenti, uno gioca nei Lampi di Milano, l'altra negli All blinds Roma, hanno varcato l'Oceano con la chiara intenzione di contribuire a migliorare le condizioni di vita civile dei colleghi statunitensi

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"Sistemo l'America e torno" recitava un bel film del grande Nanni Loy, negli anni Settanta. Il titolo, portato ai giorni nostri, sembra fatto su misura per raccontare la storia di Matteo Briglia e della fidanzata Ada Nardin, due non vedenti italiani da alcuni mesi gli ambasciatori del "Baseball per Ciechi", sport nato in Italia da un'intuizione di un grande giocatore degli anni 70, Alfredo Meli, scomparso alcuni anni fa. Avete letto bene: possiamo tranquillamente - e forse un po' in modo irriverente - affermare che gli italiani sono sbarcati in Usa per insegnare il baseball ai padri fondatori di questo sport.

Matteo gioca nei Lampi di Milano e Ada negli All blinds Roma: entrambi fanno parte del campionato organizzato dalla AIBXC, l'Associazione Italiana Baseball per Ciechi, che ha sede a Bologna, che ha in Alberto "Chessman" Mazzanti il presidente e nel milanese Lorenzo V. de Regny il responsabile AIBXC per lo sviluppo internazionale. Il campionato italiano a otto squadre ha appena laureato la Fiorentina campione d'Italia. Ha battuto in finale la squadra sorta dalla fusione tra Ravenna e Bologna. Questo l'esito, dopo anni di dominio delle squadre milanesi.
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Nel tempo, lo sviluppo internazionale - creare cioè un baseball per ciechi omogeneo e che varchi i confini nazionali - è diventata una priorità, per uno sport nato solo una ventina di anni fa. Era infatti il 1994 quando a Casalecchio di Reno fummo testimoni della prima partita di baseball per ciechi. Oggi questa attività è cresciuta e si è consolidata in Italia, tanto da far sussurrare (non gridare) all'ambizioso obiettivo di essere inserita come disciplina delle Paralimpiadi 2020: quando cioè il baseball sarà reinserito tra gli sport olimpici.
Da alcuni mesi Matteo e Ada, il cui amore è nato tra un fuoricampo e un altro, hanno varcato l'Oceano con la chiara intenzione di contribuire a migliorare le condizioni di vita civile dei colleghi non vedenti statunitensi. Questo grazie la collaborazione con un'agenzia americana, la Usa Vision Services.

Spiega Ada (interprete, cooperante, volontaria, insegnante... la sua attività tocca talmente tanti ambiti che meriterebbe una pagina di giornale intera): "Il mio messaggio è questo - ha spiegato in una recente intervista - progetta con cura i tuoi sogni e realizzali senza aspettarti l'approvazione degli altri, vivili con pienezza, intensità e gioia. Insegniamo il baseball ai non vedenti americani e speriamo di esaltarli. Il baseball aiuta a seminare autonomia, a rimuovere lo stereotipo del cieco triste, sfigato. Il baseball ti costringe a fare più cose da solo ma al servizio di una squadra, di compagni che si aspettano qualcosa da te. Sotto l'aspetto riabilitativo migliori il tuo schema corporeo, la percezione consapevole dello spazio che occupi, mentre i gesti tecnici ti spingono a individuare la direzione di lancio per raggiungere una base, a calibrare la forza di un lancio della palla, a ritrovare la posizione in difesa".

Possibile che gli americani non ci avessero pensato? Gli americani in realtà giocano un surrogato che si chiama Beep Baseball: divise da baseball più belle e lussuose per gli amici non vedenti, ma... "Ma il nostro sport è più simile al baseball del loro - dice il presidente Mazzanti - perché si gioca in un vero campo da baseball con una palla, adattata sì (un sonaglio è stato inserito nel suo interno ndr.), ma pur sempre una palla da baseball, con una presenza di suggeritori vedenti inferiore a quella dei non vedenti, e con una dinamica che prevede per i partecipanti il batti e corri, la presa e il lancio: il tutto dentro a un diamante". Ada e Matteo, al cui sostegno in questi ultimi giorni sono giunti dall'Italia due tecnici, gli allenatori Fabio Giurleo (Lampi Milano) e Daniele Crippa (Thunder's Five Milano), porteranno in campo  venerdì 17 e sabato 18 luglio una decina di ciechi statunitensi. Lo storico primo allenamento dimostrativo avverrà sul diamante del Brownsville Recreation Center di Brooklyn, 1555 Linden Boulevard, a New York. "Ci hanno definito ambassador - dice Ada - noi vogliamo appassionare i ciechi a questo sport, questa esperienza americana ci ha consentito di condividere buone prassi anche in altri ambiti come le nuove tecnologie e i facilitatori della mobilità autonoma".