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Rai, l’epurato ha sempre ragione. WhatsApp e la strage delle vocali

Mae Muller dall'Inghilterra all'Eurovision (reuters)
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Caro Merlo, guardo con sgomento l’elenco dei giornalisti di destra che stanno per impadronirsi dell’informazione Rai. Già una volta lei mi ha risposto che non ama scrivere dei suoi colleghi e dunque evito i nomi. Ma ci sono, oltre ai peggiori urlatori e ai più fanatici populisti, anche i nani e le ballerine della destra. C’è però una faccia nascosta che vorrei mostrarle. Non mi pare che siano tutti bravissimi i giornalisti di sinistra che la destra vorrebbe cacciare.  E le faccio i nomi di…. Sono tutti uguali?

Lidia Lanzotti - Modena

Non sono tutti uguali ma, se venissero cacciati, lo diventerebbero, anche i nani e le ballerine.  L’editto bulgaro di Berlusconi rese uguali Biagi, Santoro e Luttazzi. Non lo erano, ma l’odio che Berlusconi provava per loro li accomunava ed era, da solo, un valore di libertà più forte di tutte le differenze. Infine, pur provando il suo tesso sgomento, penso che non…

Caro Merlo, guardo con sgomento l’elenco dei giornalisti di destra che stanno per impadronirsi dell’informazione Rai. Già una volta lei mi ha risposto che non ama scrivere dei suoi colleghi e dunque evito i nomi. Ma ci sono, oltre ai peggiori urlatori e ai più fanatici populisti, anche i nani e le ballerine della destra. C’è però una faccia nascosta che vorrei mostrarle. Non mi pare che siano tutti bravissimi i giornalisti di sinistra che la destra vorrebbe cacciare.  E le faccio i nomi di…. Sono tutti uguali?

Lidia Lanzotti - Modena

Non sono tutti uguali ma, se venissero cacciati, lo diventerebbero, anche i nani e le ballerine.  L’editto bulgaro di Berlusconi rese uguali Biagi, Santoro e Luttazzi. Non lo erano, ma l’odio che Berlusconi provava per loro li accomunava ed era, da solo, un valore di libertà più forte di tutte le differenze. Infine, pur provando il suo tesso sgomento, penso che non siano tutti uguali neppure quelli che stanno per arrivare.

 

Caro Merlo, guardando l'Eurovision Song Contest si può dire che il minimo comune denominatore nello spettacolo in Europa è il kitsch?

Marco Sostegni - Vinci 

Anche il nome “Eurovision Song Contest”  è un’ insegna kitsch. Ma il kitsch, come sappiamo, è una gran confusione di buon gusto e cattivo gusto. Premieranno il “song contest” più kitsch o il meno kitsch?

Caro Merlo, nel suo celebre saggio il professor Bobbio oltre a Destra e Sinistra individuava anche il Centro Includente e il Centro Escludente. Se avesse visto Renzi e Calenda, avrebbe aggiunto il Centro Inconcludente. 

Franco Artese - Piacenza

“Inconcludente” piacerebbe a Bobbio, che ai due contesterebbe, però, la parola Centro.

 

Caro Merlo, a proposito dei digitantes, gli acronimi sono appunto acronimi (Lgbt e simili) e ogni lettera rappresenta una parola. Gli orribili nn, cmq, ki (e tutte le k), xchè o xkè sono l'eredità degli "antichi" sms, che avevano il vincolo del numero di caratteri. La k, a esempio, ne fa risparmiare uno, nn un altro e così via. C'è chi elimina pure lo spazio tra le parole. E gli anglofoni sono agevolati: per esempio Cu si legge “see you” e riduce i caratteri da 7 a 2. Oggi il vincolo è scomparso, ma restano l'incapacità di esprimersi correttamente e la pigrizia da tastiera. Anzi peggiorano.

Fara Di Maio - Napoli 

 

Nel suo elogio delle vocali (“Foglie e pietre” - Adelphi), Jünger, che la destra reclama tra i suoi padri spirituali, quasi presagendo la strage delle vocali che ha reso rapida la comunicazione (sms, WhatsApp, Telegram), indicava nelle vocali la polpa, il soffio vitale, e nelle consonanti la struttura ossea, dura e durevole, delle parole. E riprendeva la frase di Jacob Grimm, autore, con il fratello Wilhelm, delle celebri favole: “Alle vocali va attribuito un carattere femminile. Alle consonanti, un carattere maschile”. Ebbene, i digitantes, lasciando solo le consonati, rendono le parole più veloci ma il pensiero più breve e palestrato. E’ vero che gli accorciamenti sono diversi dagli acronimi, ma hanno lo stesso obiettivo e l’insieme, che nel parlato è implosione fonica, ha attecchito non per pigrizia e neppure perché viviamo in un mondo di enigmistica, ma perché è un esempio concreto di quel pensiero che da debole si è fatto, ahinoi, corto. Non solo scrivere, ma anche pensare troppo ritarda il rapporto con le cose: chi pensa non vive, chi articola il pensiero disarticola la vita.