Non è facile chiudere un lungo capitolo della propria vita: Fabio Fazio lascia la Rai, la nuova casa sarà Discovery a cui sarà legato con un accordo quadriennale. Il futuro è sul Nove; con lui Luciana Littizzetto e il gruppo di lavoro. Il conduttore ha aspettato, a Viale Mazzini non gli hanno rinnovato il contratto, ma la voce non tradisce emozioni: “E’ andata così”. Nessun commento, solo i ringraziamenti per l’azienda dov’è cresciuto. In collegamento col Tg3 spiega: "Il mio lavoro continuerà altrove, d'altronde non tutti i protagonisti sono adatti per tutte le narrazioni, me ne sono reso conto, e quindi continuo a fare serenamente altrove il mio lavoro, quello che ho sempre fatto in questi quarant'anni. Vorrei esprimere anche in questa occasione gratitudine nei confronti di tutte le persone con cui ho lavorato per tutta la vita in Rai, conserverò solo un ricordo meraviglioso".
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"Siamo entusiasti di accogliere un fuoriclasse come Fabio Fazio - commenta Alessandro Araimo, GM Italy & Iberia di Warner Bros. Discovery - e orgogliosi che uno dei volti più rilevanti e influenti della televisione italiana abbia scelto Warner Bros. Discovery e il canale Nove per proseguire la sua straordinaria carriera. Il nostro impegno è da sempre quello di attrarre i migliori talenti e l'arrivo di Fabio e Luciana nel nostro gruppo è la miglior conferma possibile.
Un lungo addio annunciato quello dalla Rai, con il nuovo governo che sta cambiando tutto a Viale Mazzini, e che lo aveva messo nel mirino. Anche se qualcuno ipotizza che dietro il mancato accordo ci possa essere lo zampino di Matteo Salvini, che non ha mai nascosto la sua antipatia per Fazio.
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Poi il rapporto si incrina: le polemiche sui compensi, la politica. “La Rai è la somma dei dirigenti con cui lavori, degli artisti. Se fai un giochino non succede niente, se sei bersaglio del ministro dell’Interno il ruolo diventa un altro. Per mia fortuna ricordo le persone che mi hanno insegnato tanto: Dulbecco, Pavarotti, Morricone, Camilleri. Non dimenticherò mai il pranzo a Sanremo con Giulietto Chiesa, l’ex dirigente della Rai Mario Maffucci, Gorbaciov e la signora Raissa”.
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Aveva messo in fila i programmi che hanno segnato la sua carriera e la sua crescita: “Quelli che il calcio è stato la svolta della mia vita. Il primo Festival di Sanremo, nel 1999, per quanto prescritto, è un’emozione irripetibile. Poi la serata dedicata a Falcone e Borsellino, così come quella per celebrare il 25 aprile». Però a Viale Mazzini le hanno fatto anche la guerra. “Evidentemente era impensabile che stessi su Rai 1. Era cambiato il direttore generale, prevalse l’obbedienza. Acqua passata, fa parte della vita. Adesso sono tornato all’origine, sto benissimo”. A ottobre avrebbe festeggiato i 40 anni di Rai. La collaborazione si interrompe bruscamente. Si apre un nuovo capitolo, sul Nove, dove porterà tutto il suo gruppo, da Luciana Littizzetto in giù. Un nuovo inizio.
A proposito del contratto in scadenza di Fazio, la Rai in serata ha precisato con una nota che il cda non ha permesso all'amministratore delegato Carlo Fuortes di decidere sui piani autunnali: "Nella seduta del 3 marzo scorso - scrive l'azienda - il Consiglio di amministrazione ha limitato l'approvazione dei Piani di produzione e trasmissione solo fino al 31 agosto 2023. Con questa decisione il Consiglio non ha consentito all'Amministratore delegato di procedere alla stipula di contratti e approvazioni di schede relative ai Piani autunnali". Ma a Viale Mazzini sul mancato rinnovo del contratto a Fazio è guerra interna, arriva la contro replica del Cda. "La presidente Marinella Soldi e i consiglieri di Amministrazione della Rai" si legge nella nota "prendono atto del comunicato emesso dall'Amministratore Delegato dimissionario Carlo Fuortes in merito alla programmazione autunnale. Fermo restando che nella seduta del 3 marzo i piani di Produzione e Trasmissione sono stati approvati a maggioranza dal Consiglio di Amministrazione Rai fino al 31 agosto, ciò è avvenuto su proposta dell' amministratore delegato stesso. L'approvazione dei Piani di Produzione e Trasmissione ha valenza procedurale e non limita le responsabilità e possibilità dell'Amministratore delegato nella cura dell'attività di gestione di programmi delle stagioni a venire. Nessuna proposta su contratti di programmi di rilevanza strategica o di particolare valore - come quello di Fabio Fazio - è stata portata all'attenzione del Cda, in questi ultimi mesi".