Figliuolo, il meglio contrario del bene. La famiglia è la giara di Pirandello
di Francesco MerloCaro Merlo, al paradosso, spiegato da Sebastiano Messina, del “Generale Vaccino” scelto dagli ex banditi dei no vax, va aggiunto il sublime omaggio a Stefano Bonaccini. Per batterlo il governo Meloni è stato addirittura costretto a fare la sua prima e unica buona nomina.
Gea Faccini - Ferrara
Con qualche rischio, però. Figliuolo usato contro Bonaccini ricorda il famoso verso del Metastasio: “Senza bisogno non s’accrescano i rischi. Il buon si perde talor, cercando il meglio”. In pandemia, dopo i disastri di Conte e Arcuri, Figliuolo fu l’arrivano i nostri. Adesso che i nostri erano già lì, Figliuolo è il meglio contrario del bene.
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Caro Merlo, ricordi a Davide Banfo che i babbi di Renzi e Boschi sono stati assolti.
Sergio Giucastro
Nella sua lettera, Davide Banfo citava, tra gli esempi tratti da un lunghissimo elenco, “i babbi di Renzi e Boschi, i cognati di Fini e Meloni, il figlio della Santanchè”, parlava di familismo e non di processi, d…
Caro Merlo, al paradosso, spiegato da Sebastiano Messina, del “Generale Vaccino” scelto dagli ex banditi dei no vax, va aggiunto il sublime omaggio a Stefano Bonaccini. Per batterlo il governo Meloni è stato addirittura costretto a fare la sua prima e unica buona nomina.
Gea Faccini - Ferrara
Con qualche rischio, però. Figliuolo usato contro Bonaccini ricorda il famoso verso del Metastasio: “Senza bisogno non s’accrescano i rischi. Il buon si perde talor, cercando il meglio”. In pandemia, dopo i disastri di Conte e Arcuri, Figliuolo fu l’arrivano i nostri. Adesso che i nostri erano già lì, Figliuolo è il meglio contrario del bene.
[[ge:rep-locali:repubblica:405930465]]
Caro Merlo, ricordi a Davide Banfo che i babbi di Renzi e Boschi sono stati assolti.
Sergio Giucastro
Nella sua lettera, Davide Banfo citava, tra gli esempi tratti da un lunghissimo elenco, “i babbi di Renzi e Boschi, i cognati di Fini e Meloni, il figlio della Santanchè”, parlava di familismo e non di processi, di condanne e di assoluzioni. E nella riposta io dicevo espressamente che “il tengo famiglia”, quello che sta sulla bandiera italiana, non è reato. Caro Giucastro, temo che il codice penale sia diventato per troppi italiani, giustizialisti e garantisti eguali e contrari, come il calepino alla cui consultazione don Lollò ricorreva, non sapendo cos’altro fare della vita che lo inseguiva, del ridicolo in cui si cacciava. La famiglia italiana, la logica del cognome, il famoso familismo non è roba da prigione, ma da giara pirandelliana.
Caro Merlo, ho letto con divertimento la lettera di Sara Prando, in cui racconta che un suo parente l’ha tacciata di essere comunista per il solo fatto di leggere Repubblica. A me è capitato di peggio: un conoscente che non vedevo da anni, incontrato in edicola mentre acquistavo Repubblica, ha pontificato dicendo che il suddetto quotidiano non è adatto nemmeno ad usi da w.c. (ho usato un doveroso eufemismo). Non ho replicato, anche perché ho avuto il sospetto che il conoscente fosse depositario della verità: era infatti un lettore de La Verità. Emulando la signora Sara penso che finirò per ghigliottinare il conoscente.
Paolo Altea - Norcia (Perugia)
Non è vero che l’uomo è ciò che mangia, l’uomo è ciò che legge.
Caro Merlo, idea di Paese o idea di Nazione?
Edoardo Pescarmona - Roma
Li userei, pragmaticamente, come sinonimi se la retorica fanfarona non avesse affidato alla parola nazione un progetto di riforma autoritario della Costituzione. Meglio fare come Mattarella che dice Paese, Repubblica, Stato, comunità, patria e mai nazione. Meloni invece dice solo nazione e si sente uno sbatter di tacchi.
Caro Merlo, sarebbe curioso sapere le motivazioni che impedirono l’abbassamento del voto in condotta dopo i primi scrutini, invece di quello che ora tutti ci aspettavamo, dopo la revisione degli scrutini chiesta dal ministro Valditara. Insomma, perché la prima volta i novelli cecchini l’hanno fatta franca?
Vito Rivellini
Hanno rovesciato Shakespeare: il bene che l’uomo fa vive oltre di lui, il male spesso rimane sepolto con le sua ossa.
Carissimo Merlo, oggi, ascoltando Quante Storie su Rai 3, proprio non ce l’ho fatta. Ho sentito usare la parola “narrazione” e “piuttosto che” a sproposito. Il mio cuore ha fibrillato (sono un’insegnante di lettere in pensione). Ghigliottina per queste due parole? La narrazione è ben altro.
Rosa Maria Accardo
Ghigliottina a due lame.