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La pace fiscale a fari spenti nella notte. Il ministero della Cultura, che disastri

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano

 (ansa)
Posta e risposta di venerdì 21 luglio 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, noleggiare uno scooter e farsi il giro dell’isola “con le ali sotto i piedi” regala quiete allo sguardo avvinto dal paesaggio. Fermarsi è complicato, i parcheggi gratuiti essendo sazi, ma quello spazio defilato non impaccia pedoni o veicoli. Fu subito multa e conseguente irritazione… Ma avevo torto e corsi a pagare, come sempre, del resto. Dunque quando sento parlare di pace fiscale e condoni…

Marco Saioni — Perugia

Chissà che emozioni se, in quella notte a fari spenti, Battisti avesse incontrato un vigile urbano.

Caro Merlo, sarà forse la poltrona a creare la voglia di eventi inutili? Mi riferisco al ministero della Cultura: ricordo il “netflix d’arte” di Franceschini che pure realizzò anche cose buone. Ma quello fu uno dei più grandi tonfi economici e di pubblico nella storia del ministero. E adesso il Frecciarossa Roma-Pompei di Sangiuliano, inutile e raro. L’attuale ministro è un fuoco pirotecnico di boutade, dal Dante di destra ai premi dati ai libri-Strega non le…

Caro Merlo, noleggiare uno scooter e farsi il giro dell’isola “con le ali sotto i piedi” regala quiete allo sguardo avvinto dal paesaggio. Fermarsi è complicato, i parcheggi gratuiti essendo sazi, ma quello spazio defilato non impaccia pedoni o veicoli. Fu subito multa e conseguente irritazione… Ma avevo torto e corsi a pagare, come sempre, del resto. Dunque quando sento parlare di pace fiscale e condoni…

Marco Saioni — Perugia

Chissà che emozioni se, in quella notte a fari spenti, Battisti avesse incontrato un vigile urbano.

Caro Merlo, sarà forse la poltrona a creare la voglia di eventi inutili? Mi riferisco al ministero della Cultura: ricordo il “netflix d’arte” di Franceschini che pure realizzò anche cose buone. Ma quello fu uno dei più grandi tonfi economici e di pubblico nella storia del ministero. E adesso il Frecciarossa Roma-Pompei di Sangiuliano, inutile e raro. L’attuale ministro è un fuoco pirotecnico di boutade, dal Dante di destra ai premi dati ai libri-Strega non letti, dai suggerimenti di un libro al giorno (anche se stesso) e l’appropriazione di Manzoni come padre dell’identità nazionale (meloniana). Che l’Italia della cultura sia su “scherzi a parte”? In molte occasioni, non solo sul mitico treno pompeiano, la stampa ha fatto da rumorosa grancassa e qualche buon tg ha aperto un’edizione.

Lalla Bondi — Varese

È un ministero che, con il patrimonio che abbiamo, dovrebbe essere il vero ministero dell’Industria. Invece i Beni Culturali vengono assegnati in Italia a persone politicamente fragili, ma sensibili alla vanità delle parole “arte” e “cultura”. Penso a Bondi e a Galan, e prima a Urbani, ma anche a Bray e a Melandri e a Borletti Buitoni sottosegretaria, ovviamente a Franceschini e infine a Sangiuliano. È la tendenza “canasta” o se preferite “burraco”: gioco e cerimonie. Due grandi ministri ha avuto l’Italia: Spadolini e Ronchey. Tutti gli altri sono caduti in quella che io chiamo la “trappola Fanfani”, il quale, quando si misurava con la cultura e con l’arte, credeva di essere pittore prima che statista. Franceschini pensava di essere scrittore. E Sangiuliano è saggista, storico, filosofo, intellettuale, ed è il più sedotto dal mondo, per molti versi fatuo, che è chiamato a governare. «L’intellettuale — diceva Longanesi — è un signore che fa rilegare i libri che non ha letto». Pagheremo cara la gestione macchiettistica della cultura “rilegata”. I suoi pistolotti da inaugurazione ricordano il Borghese gentiluomo: “tutto quello che non è in prosa è in versi, e tutto quello che non è in versi è in prosa”. Dopo di lui, quando sarà, la parola cultura andrebbe vietata per almeno quarant’anni di disintossicazione. E per ricominciare ci vorrà un uomo di saggezza democratica e sapienza economica”, un Mario Draghi, come idealtipo.

Caro Merlo, non credi che la stampa debba usare toni più duri nei confronti di questi cialtroni che hanno preso il potere?

Antonio Iorio — Garbagnate Milanese

Non esiste la stampa. Ci sono tanti diversi giornali e ogni giornale è fatto di tante firme e tante teste. E questo è un Paese che l’informazione servile non riesce ad asservire. Un minuto o una riga di qualità influenzano gli italiani più di un’ora o una pagina di imbonimento.

Caro Merlo, sento dire “problematica” invece di problema e “problematiche” al posto di problemi.

Giorgio Finzi — Bologna

Ghigliottina.

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