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Vannacci a scuola, ma da scolaro Ora Giambruno non va licenziato

Le lettere di domenica 22 ottobre 2023
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Caro Merlo, nel liceo Ribezzo di Francavilla Fontana, un’insegnante — secondo le regole che le danno la libertà di farlo — ha deciso di utilizzare il libro di Vannacci, “come occasione di crescita”, perché — ha spiegato la preside Giuseppina Pagano — “in classe sono consapevoli di poter prendere le distanze”.

Rosanna Lampugnani

Non ci sono libri che non si possano leggere a scuola. Il Ribezzo è considerato un liceo d’eccellenza e il libro del generale Vannacci che, secondo me, sino a un anno fa sarebbe passato sotto silenzio, è invece diventato un best seller in questa stramba Italia governata dall’estrema destra. È ovvio che i ragazzi ne siano incuriositi. La professoressa di Lettere Giulia Schiavone fa dunque bene ad assecondarli e ad occuparsene durante l’ora di educazione civica. Purché però sbrighi in fretta questa “rogna” che si è accollata con l’accordo, immagino divertito, degli altri insegnanti e della preside. La prof ha ragione quando proclama che “per prendere le distanze …

Caro Merlo, nel liceo Ribezzo di Francavilla Fontana, un’insegnante — secondo le regole che le danno la libertà di farlo — ha deciso di utilizzare il libro di Vannacci, “come occasione di crescita”, perché — ha spiegato la preside Giuseppina Pagano — “in classe sono consapevoli di poter prendere le distanze”.

Rosanna Lampugnani

Non ci sono libri che non si possano leggere a scuola. Il Ribezzo è considerato un liceo d’eccellenza e il libro del generale Vannacci che, secondo me, sino a un anno fa sarebbe passato sotto silenzio, è invece diventato un best seller in questa stramba Italia governata dall’estrema destra. È ovvio che i ragazzi ne siano incuriositi. La professoressa di Lettere Giulia Schiavone fa dunque bene ad assecondarli e ad occuparsene durante l’ora di educazione civica. Purché però sbrighi in fretta questa “rogna” che si è accollata con l’accordo, immagino divertito, degli altri insegnanti e della preside. La prof ha ragione quando proclama che “per prendere le distanze da un libro, bisogna leggerlo”. Ma, sento, come si dice, “cascare l’asino” in quest’altra sua dichiarazione: “Il libro di Vannacci consente di parlare di diversi temi, dalla famiglia, alla patria, all’ambiente, all’energia…”. Ecco, dopo aver velocemente liquidato il libro di Vannacci per quel che è, cioè un libraccio, la prof passi ad altro: noi di Repubblica siamo pronti a fornirle una lista di libri di ogni genere, — buoni, brutti e anche cattivi — per fare incuriosire e ragionare i suoi ragazzi su tutti quei temi che ha citato. Anche da disobbedienti, discoli, ribelli, anche con libri che incitano a contestare e a irridere i maestri…, ma tutti con la riconosciuta dignità di “libro”. Vannacci a scuola va bene, ma da scolaro.

Caro Merlo, verrebbe da dire “siamo tutti Giambruno”. La mancanza di tatto, soprattutto istituzionale, è di aver permesso che il compagno di un’alta carica dello Stato, andasse in onda, con un talk politico (vabbè...) e far finta di niente. I giornali, sino a l’altroieri erano pieni di dichiarazioni di dirigenti di Mediaset che confermavano il loro gradimento “per la professionalità del dottor Giambruno, risorsa dell’azienda”. A distanza di poche ore, non è più tale? Togliere il lavoro a qualcuno, chiunque, è una barbarie. Sempre.

Luca Cardinalini, Roma

A tutto c’è un limite, e non credo che Piersilvio Berlusconi toglierà il lavoro ad Andrea Giambruno. Sarebbe l’ammissione che era stato promosso dalla sua compagna o per la sua compagna, la quale, ora, lasciandolo, l’avrebbe pure licenziato. Va bene che la chiamano “la ducetta”, ma neppure il duce vero lo farebbe.

Caro Merlo, prendiamo atto che lei è l’autore del complotto contro la Meloni come denunciato dal noto giornalista…che in tv ha citato il post della Meloni e un pezzo del suo magistrale articolo accusandola esplicitamente.

Giovanni Di Bella — Palermo

Grazie per il magistrale. In quanto al collega, che non ho visto, sarebbe superfluo spiegargli che non va usata così la televisione. So che è un vero liberale, che dice di dormire con i libri di Antonio Martino sul comodino. Ricordo con affetto Martino, e so che ha avuto altri allievi. Cosa vuole che le dica, caro Di Bella. In questi casi ricorro ai proverbi di mia nonna: “raglio d’asino non giunge sino al cielo”, e “da bocca vil non si riceve oltraggio”.

Caro Merlo, “a tutto tondo”.

Margherita Smeraldi — Venezia

Ghigliottina.

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