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La tv e la sinistra fracicona. Palermo, le vie del familismo

(ansa)
Posta e risposta di domenica 5 novembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, Zoro, nella sua trasmissione su la7, ha detto che il suo articolo su Lucca Comics, che io condivido con qualche riserva sul calore polemico, poteva andare bene per Libero e non per Repubblica. Insomma, Zoro era sdegnato, ma privo di argomenti e le ha sostanzialmente detto che lei è di destra. Mi è dispiaciuto per lui. Non so lei, ma in passato anch’io avevo pensato che c’era intelligenza di sinistra in quella scapigliatura un po’ rozza, in quel romanesco ostentato, in quel pensiero sdrucito, ma vivo. Avrei capito se Zoro si fosse sentito coinvolto nella sua polemica contro la sinistra dei “tipi buffi”, ma non capisco questa insistenza sdegnata per dimostrare che Zerocalcare non è Hamas. Verrebbe da dire: ma va?

Luisa Passotti - Milano

E diciamolo allora, anche alla simpatica sinistra fracicona: ma va?

Caro Merlo, Zoro, nella sua trasmissione su la7, ha detto che il suo articolo su Lucca Comics, che io condivido con qualche riserva sul calore polemico, poteva andare bene per Libero e non per Repubblica. Insomma, Zoro era sdegnato, ma privo di argomenti e le ha sostanzialmente detto che lei è di destra. Mi è dispiaciuto per lui. Non so lei, ma in passato anch’io avevo pensato che c’era intelligenza di sinistra in quella scapigliatura un po’ rozza, in quel romanesco ostentato, in quel pensiero sdrucito, ma vivo. Avrei capito se Zoro si fosse sentito coinvolto nella sua polemica contro la sinistra dei “tipi buffi”, ma non capisco questa insistenza sdegnata per dimostrare che Zerocalcare non è Hamas. Verrebbe da dire: ma va?

Luisa Passotti - Milano

E diciamolo allora, anche alla simpatica sinistra fracicona: ma va?

Caro Merlo, la madre di tutte le riforme è sempre incinta.

Franco Artese – Piacenza

E meno male che non partorisce.

Caro Merlo, vorrei segnalare le risposte nel merito del presidente Meloni: “più ci criticate e più ci rafforzate”, “fatevene una ragione”, “non mi lascio intimidire”, “la macchina del fango”... Sono tutte sottovarianti di “molti nemici molto onore” e di “me ne frego”?

Italo Ciarulli - Macerata

A lenire il vittimismo aggressivo di Giorgia c’è, fresca fresca, la canzone di Colapesce Dimartino: “Ragazzo di destra.../ti giuro, nessuno ce l’ha con te:”. Capita alle canzoni non impegnate, alla musica leggera anzi leggerissima, di annunciare l’epoca politica, di “scoprire insieme il mondo che ci ospiterà” cantava Patty Pravo che, inconsapevolmente, raccontò i D’Alema boys: “Ragazzo triste come me, ah-ah-ah / Non c’è nessuno che ti aspetta mai / Perché non sanno come sei”. E ora Colapesce Dimartino, consapevolmente, prevedono il futuro dei Meloni boys : “Posa il manganello e prendi un fiore / mangiati un gelato con qualcuno / mordi questo zucchero filato”.

Caro Merlo, sull’edizione di Palermo di sabato c’è in prima pagina la notizia che il figlio dell’ex dirigente del Corpo Forestale regionale si è classificato primo nel concorso per 46 posti di agente. Senza omettere generalità del padre e del figlio ventitreenne. Quale impatto psicologico potrebbe avere sul giovane una notizia come questa riportata in prima pagina? In altre parole, come si concilia il diritto di cronaca con quello della privacy? È giusto pubblicare una graduatoria che non è ancora pubblica? Non è un modo questo per sguazzare e buttare fango?

Calogero Canta - Palermo

La sua è ironia? Bisognava nascondere che il primo classificato, su ventimila candidati e 600 idonei, è il figlio del capo? A me pare degno d’encomio il piccolo scoop del cronista Alessandro Puglia, che racconta senza maramaldeggiare. Se il ragazzo fosse davvero bravo il familismo sarebbe la forma naturale che ha preso a Palermo la trasmissione del sapere: 60 risposte esatte su 60. Se invece il ragazzo non avesse il gene della guardia forestale e fosse raccomandato sarebbe l’ennesima conferma del “tengo famiglia”. Come quelle della provvidenza, le vie del familismo sono infinite.

Caro Merlo, secondo me merita una bella ghigliottina la scusa degli incompetenti: “Non l’ho fatto apposta”.

Gianni Ingrascì – Treviso

“Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta” è la frase finale dei Promessi sposi. Ghigliottina negata.

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