È il romanesco l’egemonia culturale
di Francesco MerloCaro Merlo, tutto ‘sto romanesco che deborda anche in Tv, dal presidente Meloni in giù , mi fa venire in mente sequenze di film buzzurri in rigoroso romanesco infarciti di “te possino” , “a coso” , ecc. Mi chiedo quindi che razza di insulto possa essere l’attuale “a treju” , Fàmose (accento sulla a) na risata, va.
Claudio Franzino -Bosconero (To)
Il suono romanesco c’è ed è, qui ci vuole, l’egemonia culturale del potere politico dell’era Meloni. Con la pronuncia strascicata in “italiano sfatto”, anche il tedesco Michael Ende e l’inglese Tolkien rinascono, non de destra, ma de Roma. Pensi a cosa diventa a Roma, non solo a Tormarancia, “Uyulála”, che è una creatura fatta di solo suono, proprio come il “ma mo m’ha’ da di’” di Gigi Proietti. E, chiamandoli per nome ma con la calata sia Ztl sia di Tor Vergata, nessuno distingue Frodo, Gandalf e Bilbo dai ragazzi di vita Ringo e Ciufalo, Dindinella, Bìtalo e Balì. Il romanesco, che “non è – spiegava Tullio De Mauro - un dialetto, ma un modo…
Caro Merlo, tutto ‘sto romanesco che deborda anche in Tv, dal presidente Meloni in giù , mi fa venire in mente sequenze di film buzzurri in rigoroso romanesco infarciti di “te possino” , “a coso” , ecc. Mi chiedo quindi che razza di insulto possa essere l’attuale “a treju” , Fàmose (accento sulla a) na risata, va.
Claudio Franzino -Bosconero (To)
Il suono romanesco c’è ed è, qui ci vuole, l’egemonia culturale del potere politico dell’era Meloni. Con la pronuncia strascicata in “italiano sfatto”, anche il tedesco Michael Ende e l’inglese Tolkien rinascono, non de destra, ma de Roma. Pensi a cosa diventa a Roma, non solo a Tormarancia, “Uyulála”, che è una creatura fatta di solo suono, proprio come il “ma mo m’ha’ da di’” di Gigi Proietti. E, chiamandoli per nome ma con la calata sia Ztl sia di Tor Vergata, nessuno distingue Frodo, Gandalf e Bilbo dai ragazzi di vita Ringo e Ciufalo, Dindinella, Bìtalo e Balì. Il romanesco, che “non è – spiegava Tullio De Mauro - un dialetto, ma un modo di pronunciare”, porta Tolkien nella suburra, dove si confondono elfi, orchi della terra di mezzo e Casamonica: Elrond, Celeborn e Galadriel come Tanca, Caccola, Cicorione e Forfora. E non si sa se sono più tamarri, coatti e birbaccioni l’Oscuro Signore e Bombardil o Caciotta, Spudorato, Cagnazzo e Calabrina.
Caro Merlo, davvero Giorgia Meloni ha pensato che Elly Schlein ha rifiutato di intervenire alla festa di Fratelli d’Italia per paura? Leggo su Repubblica che ha detto: “C’era un tempo molto lontano da oggi, in cui Fausto Bertinotti non aveva timore…”. Ma cosa c’entra il timore? Schlein ha fatto bene a sottrarsi non al confronto ma allo spettacolo.
Lorella Trapani - Vicenza
Bertinotti è sempre stato un gran maestro di cerimonie, caminetti, porta a porta, ammiccamenti eleganti e finti, ma evocare la paura fa pensare alla sfida, alla lotta gladiatoria, al Colosseo, a “Caio Gregorio, er fusto der pretorio”, e a Russell Crowe : “Al mio segnale...”. La verità è che non c’è nulla di più volgare, non del confronto fra due leader donne, ma dello scontro tra due donne, come nelle baruffe di Goldoni o nel finale della Gatta Cenerentola: da un lato Isa Danieli e dall’altro Peppe Barra travestito da matrigna.
Caro Merlo, siamo tutti come Sinner, peccatori cioè. Omen nomen.
Luca Cardinalini - Roma
Nell’Italia scettica che “non se la beve”, la denominazione è denotazione ironica, ed è dunque, con il gioco dei contrari che il nomen Sinner onora l’omen: il campione è senza peccato, purissimo. Finché vince.
Caro Merlo, è davvero possibile che la battuta “rottamiamo anche la suocera” di uno spot televisivo e su un megamurale in città, faccia ancora divertire qualcuno?
Nino Bruno – Reggio Calabria
Persino il Papa, qualche mese fa, con la scusa di difenderle, ha un po’ deriso le suocere che ”non dico che le riteniamo il diavolo, ma sono sempre brutte figure” e “a volte sono un po’...speciali” e ”se hanno qualche difetto che si correggano. Anche voi suocere: state attente con la lingua perché la lingua è uno dei peccati più brutti delle suocere”. Come vede, Francesco era scatenato. Dunque si rassegni, caro Bruno, la suocera fa ancora ridere.
Caro Merlo, non so se l’orrendo “wow” è stato già ghigliottinato. Anche se lo fosse, propongo di riesumarlo, bruciarlo e spargerne le ceneri al vento.
Piermaria Piacentini – Milano
Al rogo.