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Olindo e Rosa, né destra né sinistra. Beckenbauer, Brera e il “libero”

Rosa Bazzi, reponsabile della strage di Erba con il marito Olindo Romano

 (fotogramma)
Le lettere di giovedì 11 gennaio 2024
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Caro Merlo, il primo marzo i giudici decideranno sulla revisione del processo a Olinda e Rosa, “i mostri perfetti” della strage di Erba. Mi pare che siano diventati due eroi della destra, forse perché il più innocentista è Vittorio Feltri. “Libero”, famoso per le esagerazioni faziose, li paragona a Enzo Tortora e li chiama “presunti innocenti”. Non sono innocentista, non leggo le carte dei processi e seguo distrattamente le cronache giudiziarie. Mi fido, per fede democratica, delle sentenze definitive.
Marcella Bernardi - Ferrara

Olindo e Rosa stati condannati all’ergastolo in via definitiva e sono in carcere da 17 anni, ma penso che siano stati raccolti significativi elementi di novità che forse sono “nuove prove” a favore di Olinda e Rosa ed è dunque molto probabile che si arrivi a un altro processo. E l’Italia, come al solito, si dividerà. Ma non ci sono connotazioni politiche e non c’è dunque ragione di immaginare una destra innocentista e una sinistra colpevolista. Tutti insieme p…

Caro Merlo, il primo marzo i giudici decideranno sulla revisione del processo a Olinda e Rosa, “i mostri perfetti” della strage di Erba. Mi pare che siano diventati due eroi della destra, forse perché il più innocentista è Vittorio Feltri. “Libero”, famoso per le esagerazioni faziose, li paragona a Enzo Tortora e li chiama “presunti innocenti”. Non sono innocentista, non leggo le carte dei processi e seguo distrattamente le cronache giudiziarie. Mi fido, per fede democratica, delle sentenze definitive.
Marcella Bernardi - Ferrara

Olindo e Rosa stati condannati all’ergastolo in via definitiva e sono in carcere da 17 anni, ma penso che siano stati raccolti significativi elementi di novità che forse sono “nuove prove” a favore di Olinda e Rosa ed è dunque molto probabile che si arrivi a un altro processo. E l’Italia, come al solito, si dividerà. Ma non ci sono connotazioni politiche e non c’è dunque ragione di immaginare una destra innocentista e una sinistra colpevolista. Tutti insieme però, da Vittorio Feltri sino a lei, cara signora Bernardi, dovremmo interrogarci sul fallimento della giustizia italiana che, non importa quanto tempo sia passato, riapre tutti i casi o, se preferisce, non ne chiude mai nessuno: via Poma e Pasolini, il bandito Giuliano e il mostro di Firenze, Mauro De Mauro e piazza Fontana, Enrico Mattei e Emanuela Orlando, Portella della Ginestra e il “suicidio” di Gardini, il caso Montesi e Meredith, Yara Gambirasio e Sarah di Avetrana…. Sono i nomi della nostra coscienza-spazzatura dove ciclicamente finisce al rogo qualcuno. Ma i roghi non illuminano mai le tenebre. E mi lasci, allora, finire con l’assassinio di Moro che, ha scritto Andrea Colombo in un mirabile articolo sul manifesto, è “una tragedia politica… derubricata da decenni a romanzetto di spionaggio da due soldi”. Nessun pistarolo ha mai scoperto nulla di nuovo, ma questo ciclico, inarrestabile sensazionalismo “ha rivelato la miseria della dietrologia che infesta la nostra memoria”.

Caro Merlo, quanti begli articoli su Beckenbauer, che rivoluzionò il ruolo di libero (oggi, centrale). Pensavo che anche nelle partite in carcere, tra detenuti, giocare da "libero" fosse il sogno di tutti. Ma il carcere capovolge tutto, compreso il senso delle cose. Ho saputo che i portieri sono spericolati (si tuffano sempre, due giorni in infermeria non sono da disprezzare). Ho saputo che non ci sono schemi o gioco di squadra, perché tutti hanno un solo obiettivo: segnare - attenzione - "per essere abbracciato dagli altri". Commovente, chissà se il Kaiser lo sapeva.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
Beckenbauer ha inventato il gioco e Brera la parola. Ma anche in metafora è “libero” chi comanda il gioco degli altri. E’ questa la libertà?

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Morto Franz Beckenbauer, il mito del calcio tedesco]]

Caro Merlo, finalmente un ministro che esterna i nuovi e corretti principi giuridici: "vietare la commissione di reati è controproducente!"
Vincenzo Paolillo – Genova
“Acca Larentia - ha detto, da liberale, Piantedosi - suscita indignazione” ma “vietare è controproducente”. E’ vero, ma Piantedosi reprime i rave, picchia gli studenti, carica i sit in davanti a Montecitorio, è severo alla Scala. Eugenio Scalfari li chiamava “liberali alle vongole”.
Caro Merlo, capisco l’ironia, ma a furia di chiamarlo “l’avvocato del popolo” Conte “quasi” ci crede. Quasi ghigliottina?
Cecilia Baracchini – Milano
Ghigliottina piena.

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