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Un interrogatorio senza spiegazioni. Sellerio: “I pediatri prescrivano libri”

Posta e risposta di giovedì 18 gennaio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, è molto acuta la sua osservazione su Giovanna Pedretti che provò, legittimamente, a fare pubblicità al suo ristorante: era uno spot, una fiction che non doveva essere sottoposta a nessuna verifica fattuale, non c’era nessuna verità da smascherare. Perché dunque i carabinieri la convocarono e la interrogarono?

Michela Bossi — Milano

È un dettaglio inquietante che non so spiegare.

Caro Merlo, i motivi per cui uno si uccide? Il concetto di causa è ineliminabile, privo di fondamento e fantasioso quasi sempre. (Beato chi conosce le cause!). Ma ne abbiamo bisogno, è iscritto nella nostra carne neuronale. Dobbiamo cercare motivi e cause... e dar loro un nome. Nominerai!

Salvatore Siddi — Pino d’Asti

In Italia nel 2023 i suicidi sono stati 650; quelli in carcere 66. «Al primo posto — mi disse Umberto Veronesi nel 2014 — c’è l’impiccagione, seguono la finestra, la pistola, l’annegamento e l’avvelenamento» e il numero dei suicidi sui binari è coperto dalla paura dell’emulazione: ef…

Caro Merlo, è molto acuta la sua osservazione su Giovanna Pedretti che provò, legittimamente, a fare pubblicità al suo ristorante: era uno spot, una fiction che non doveva essere sottoposta a nessuna verifica fattuale, non c’era nessuna verità da smascherare. Perché dunque i carabinieri la convocarono e la interrogarono?

Michela Bossi — Milano

È un dettaglio inquietante che non so spiegare.

Caro Merlo, i motivi per cui uno si uccide? Il concetto di causa è ineliminabile, privo di fondamento e fantasioso quasi sempre. (Beato chi conosce le cause!). Ma ne abbiamo bisogno, è iscritto nella nostra carne neuronale. Dobbiamo cercare motivi e cause... e dar loro un nome. Nominerai!

Salvatore Siddi — Pino d’Asti

In Italia nel 2023 i suicidi sono stati 650; quelli in carcere 66. «Al primo posto — mi disse Umberto Veronesi nel 2014 — c’è l’impiccagione, seguono la finestra, la pistola, l’annegamento e l’avvelenamento» e il numero dei suicidi sui binari è coperto dalla paura dell’emulazione: effetto-Werther. Da circa due secoli la sociologia tenta di spiegare l’inspiegabile con una croce e una parola per classificare il suicida clinicamente o solo statisticamente, depressione, ossessione, follia, anomia… e adesso c’è pure la gogna sui social-media. Ciascun suicida ha il suo loculo nel cimitero dei numeri: tanti vedovi, tanti disoccupati, tanti innamorati, tanti gay, tanti artisti, tanti assassini, tanti vecchi, tanti giovani, tanti ricchi e tanti poveri, e tante ristoratrici. Tutti in paradiso, li immagina De André, tutti dietro Giovanna Pedretti, “perché non c’è l’inferno nel mondo del buon Dio”.

Caro Merlo, anche io non sono sicura che una persona che legge sia migliore di una che non legge. Perciò apprezzo la sua risposta a Sara Prando. Manca un pezzo, mi permetta: la malvagità è trasversale, anche chi non legge può essere cattivissimo. Altrimenti il dodicenne figlio della signora Prando potrebbe interpretare alla lettera, dirsi e dire alla mamma che evita di leggere per mantenersi “buono”, per non diventare un dittatore, viste le tragedie mondiali sapientemente attuate dai colti tedeschi del secolo scorso. Alla signora Prando aggiungo: si faccia vedere da suo figlio mentre legge. Non funzionano prediche, pressioni o ricatti, né richiami alla “cultura”, un dodicenne tiene il suo punto e se ne infischia delle “saggezze” in bocca agli adulti.

Anna Maria Becherini

Solo leggere convince a leggere. «È provato anche dagli studi neurologici che la lettura su carta accende i neuroni, migliora il cervello e dunque rende tutto più efficace, anche la ferocia e anche la bontà», sostiene il mio amico editore Antonio Sellerio. L’importante è la lealtà verso il lettore. «Non bisogna mai promettere al lettore quello che poi non troverà. La slealtà fa malissimo al libro». E Sellerio conclude invitando i pediatri a prescrivere i libri «insieme alle vitamine». Ma davvero le immagini valgono meno dei libri? Simon Schama dal 2000 al 2003 girò per la Bbc un documentario in 15 episodi, A History of Britain, che è un long seller sul quale si formano i ragazzi inglesi. Con i documentari di Apocalypse sulla Prima e la Seconda guerra mondiale mio figlio divenne appassionato di storia. E l’intera classifica dei libri più venduti in Italia non vale uno solo dei bellissimi documentari di Sir David Attenborough.


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