Caro Merlo, Giorgia Meloni ha il solo merito di aver scelto Fasano e Borgo Egnazia per il G7. Borgo Egnazia, assieme ad altre 31 strutture, fu autorizzata dal Consiglio comunale nel 2000 (non 2010). Ero io l’assessore proponente. Non c’era niente in quell’area, è vero. Fu avviato un programma turistico, autorizzando gli imprenditori a realizzare strutture di alta qualità, così da tutelare l’incanto ambientale, dare lavoro e mettere piatti a tavola. Eravamo una giunta di riformisti e molto realisti: il centrosinistra come dovrebbe essere e purtroppo non è. Oggi richiamiamo migliaia di turisti, attratti anche da strutture completamente nuove, come Borgo Egnazia, calate con attenzione nel contesto paesaggistico, tanto da non sembrare Las Vegas ma come se fossero state plasmate nei tempi della creazione e precisamente — per non peccare di blasfemia — nell’ottavo giorno. L’unica cosa finta è fingere che non sia andata così. Ripeta con me: Giorgia Meloni non ha la nostra simpatia politica, ma la ringraziamo per averci scelti e messi sotto gli occhi ammirati del mondo.
Fabiano Amati
Invece la cattiva politica di Giorgia Meloni, per una volta, non c’entra nulla. Meno che mai la simpatia. Infatti il New York Times persino la elogia, bocciando, con garbo divertito, solo la scelta di Borgo Egnazia, liquidata come villaggio Potëmkin, simbolo di un’Italia finta, di una Puglia di cartapesta. Non è certo sbagliato l’investimento turistico che lei, da assessore di sinistra, nel 2000 ha voluto così tanto da restarne imprigionato sino a convincersi, a forza di dirlo, che quel falso è vero. Ce ne fossero nel Sud cementificato investimenti come questo. Ma cosa c’entra? Borgo Egnazia resta un sano esempio di imprenditoria turistica che crea posti di lavoro e mette i piatti in tavola, anche se non rappresenta il patrimonio artistico e culturale dell’Italia, che ha il più alto numero del mondo di siti riconosciuti dall’Unesco. E di sicuro, nell’artificio di un villaggio finto-antico costruito dove non c’era nulla, non spunta, grazie a qualche attrezzo agricolo arrugginito usato come arredamento, il genius loci e lo stupor mundi della Puglia, che c’è, per dire, a Castel del Monte, a Trani, ad Alberobello. Caro Amati, la sinistra, quando finalmente scopre lo sviluppo e la prosperità, esagera e diventa peggio della destra. Nel 1983 Reagan tenne il G7 a Williamsburg in Virginia dove ogni mattina viene messa in scena, in un finto villaggio del XVIII secolo, la rivoluzione americana. Ma quella è l’America che ha Hollywood e non la Storia che ha l’Italia. Ecco, Borgo Egnazia è la conferma che quando facciamo come l’America noi finiamo sempre a “maccarone, io me te magno”.
Caro Merlo, mandare armi alle Camere italiane? Perché devono picchiarsi a mani nude? Rimane la speranza nella fine del mondo.
Salvatore Siddi — Pino d’Asti (contrade ostili)
Non ci può essere un nuovo mondo senza la fine del mondo.
Caro Merlo, troppi leghisti si sono accaniti sullo sterno del grillino Donno.
Marco D’Angelo — Acireale (Catania)
I grillini non sono più quelli di una volta.
Caro Merlo, le risse scoppiano sempre per futili motivi, ma la storia del Tricolore non regge. Forse tra Donno e Igor Iezzi c’erano vecchi rancori.
Elena Morelli — Ivrea
Sospetto che Donno, riconoscendo nel groviglio Igor Iezzi, abbia esclamato: “Igor!”. E Iezzi, sguainando gli occhi: “Si pronuncia Aigor”. E giù botte.