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No ai fanatici del “non si tocca” L’hospice, scandalosa bellezza

Renzo Piano inaugura l'hospice pediatrico l'Arca sull'Albero della fondazione Maria Teresa Chiantore Seragnoli Onlus a Bologna 
Posta e risposta del 18 giugno 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, a Borgo Egnazia i cuochi, gli artigiani e i prodotti erano veri, il cielo e il mare erano veri. Non è meglio una struttura “finta” creata apposta per l’accoglienza, invece che un sito “vero” che rischia di essere danneggiato ?

Luciano Roffi – Roma

No. Non si lasci tentare dal fanatismo della conservazione, del ‘non si tocca’, non abbia paura dell’uso e del riuso, quando è di livello. Nessuno propone di far dormire Biden tra gli scavi di Pompei, ma a Borgo Egnazia hanno simulato l’antica Puglia. E la prossima volta costruiranno il loro baraccone turistico simulando su megaschermi le esplosioni del Vesuvio con musiche di Morricone.

Caro Merlo, lei vuole attentare alla mia incolumità mentale. Alla mia anima di fruitore della bellezza, l’hospice pediatrico di Renzo Piano così bello, in un posto di dolore è ...: non trovo le parole. Mi aiutano quelle di Piano: “La bellezza non basta, la morte non diventa migliore. Ma diventiamo migliori noi”. Gli occhi si velano di commozione.…

Caro Merlo, a Borgo Egnazia i cuochi, gli artigiani e i prodotti erano veri, il cielo e il mare erano veri. Non è meglio una struttura “finta” creata apposta per l’accoglienza, invece che un sito “vero” che rischia di essere danneggiato ?

Luciano Roffi – Roma

No. Non si lasci tentare dal fanatismo della conservazione, del ‘non si tocca’, non abbia paura dell’uso e del riuso, quando è di livello. Nessuno propone di far dormire Biden tra gli scavi di Pompei, ma a Borgo Egnazia hanno simulato l’antica Puglia. E la prossima volta costruiranno il loro baraccone turistico simulando su megaschermi le esplosioni del Vesuvio con musiche di Morricone.

Caro Merlo, lei vuole attentare alla mia incolumità mentale. Alla mia anima di fruitore della bellezza, l’hospice pediatrico di Renzo Piano così bello, in un posto di dolore è ...: non trovo le parole. Mi aiutano quelle di Piano: “La bellezza non basta, la morte non diventa migliore. Ma diventiamo migliori noi”. Gli occhi si velano di commozione. Dopo aver visto un falso spudorato in Puglia e l’assalto al “provocatore” in Parlamento, ecco la “bellezza al potere” seppur in un luogo catartico, costruito da Renzo Piano, insieme ad altri intellettuali e una signora che parla poco e agisce molto. Un luogo sospeso tra gli alberi che rappresentano la vita. È come se quel luogo accarezzasse le mani di un bambino, le sue guance, la sua anima. Ho un nipotino che è recidivo e lotta, con l’aiuto della medicina, per avere un futuro. Mi riesce impossibile capire perché un bambino si ammala così pericolosamente. Non lo trovo giusto.

Piero Orrù

Non c’è famiglia che non sia stata colpita dal cancro che è la minaccia che arreda la mente di tutti, il nodo grosso e la malattia d’epoca. E tuttavia, grazie alla scienza, sono sempre di più gli adulti e i bambini che ce la fanno. Non superstiti, sopravvissuti o scampati, ma guariti che riacquistano il futuro, il diritto di morire fra cento anni di cause naturale. Dimentichi l’hospice di Bologna, con la scandalosa bellezza che ho raccontato, e non smetta di lottare per il nipotino.

Caro Merlo, perché guardare il dito (Casaleggio, Musk) e non la luna (visionario)? Perché non ghigliottinare (simbolicamente) loro e non l’aggettivo visionario che contraddistingue i miei scrittori preferiti (Dostoevskij, Kafka, Proust, Bulgakov, la Yourcenar), i miei registi preferiti (Dreyer, Fellini, Bergman, Kubrick), i miei artisti preferiti (Caravaggio, Rembrandt, Turner, Kiefer). La sua ghigliottina sta francamente stancando, specie se applicata a capocchia: e chi di ghigliottina colpisce…

Giovanni Frigerio

Mi dispiace deluderla, ma lei conferma che l’abuso di “visionario” merita la ghigliottina. Ciascuno dei grandi artisti che lei ha nominato potrebbe essere qualificato con tanti aggettivi, più o meno azzeccati, che, però, da “tenebroso” a “sognatore”, da “angoscioso” a “maledetto”, sarebbero tutti, per quanto vaghi e banali, più appropriati di “visionario”. Prendendo troppi significati, il “visionario” che lei sparge sui suoi beniamini, li ha persi tutti ed è diventato peggio di una banalità, appunto un tic linguistico. Infine, le ghigliottino pure “a capocchia”.

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