Caro Merlo, fa sorridere sapere che Guttuso, nella villa che aveva acquistato, smontò un mosaico perché la moglie Mimise era inorridita dai pavoni. Da buon meridionale superstizioso (e innamorato) acconsentì. È stato, anzi è, un grande della pittura e ha avuto meno di ciò che meritava. Forse perché sommerso da critiche ingiuste e gossip. E ci fu pure la “conversione” in punto di morte, da dimostrare.
Piero Orrù
«La nostra vita qui sarà piena di sventure, va bene tutto ma quei pavoni no», disse la moglie a Guttuso. Le faccio notare, caro Orrù, che l’affascinate articolo del mio collega e amico Lucio Luca sul destino dei 140 metri di mosaico che il pittore comunista aveva smontato e conservato in 50 scatole, è speciale anche perché racconta una storia di iella senza mai scrivere la parola iella, neppure in sinonimo. Pare che parlare di iella porti iella.
Caro Merlo, il 9 settembre ero in ufficio a lavorare, all’università Sapienza, e mi sono reso conto che il braccio destro non si muov…
Caro Merlo, fa sorridere sapere che Guttuso, nella villa che aveva acquistato, smontò un mosaico perché la moglie Mimise era inorridita dai pavoni. Da buon meridionale superstizioso (e innamorato) acconsentì. È stato, anzi è, un grande della pittura e ha avuto meno di ciò che meritava. Forse perché sommerso da critiche ingiuste e gossip. E ci fu pure la “conversione” in punto di morte, da dimostrare.
Piero Orrù
«La nostra vita qui sarà piena di sventure, va bene tutto ma quei pavoni no», disse la moglie a Guttuso. Le faccio notare, caro Orrù, che l’affascinate articolo del mio collega e amico Lucio Luca sul destino dei 140 metri di mosaico che il pittore comunista aveva smontato e conservato in 50 scatole, è speciale anche perché racconta una storia di iella senza mai scrivere la parola iella, neppure in sinonimo. Pare che parlare di iella porti iella.
Caro Merlo, il 9 settembre ero in ufficio a lavorare, all’università Sapienza, e mi sono reso conto che il braccio destro non si muoveva più. Ho attraversato la strada e sono andato al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I. La diagnosi è stata tumore al cervello. Sono stato operato con successo e curato come meglio non si sarebbe potuto. Chi dice che i lavoratori pubblici sono fannulloni è un bugiardo. Il Servizio Sanitario Nazionale mi ha salvato la vita.
Guido Lay — Roma
Dovremmo chiedere scusa ai nostri medici e soprattutto proteggerli meglio da quell’Italia sbandata che li aggredisce in ospedale.
Caro Merlo, ci vengono imposti gli stessi spot, primo fra tutti quello su certi divani (da anni) o quelli della stessa showgirl che pubblicizza vari prodotti, dall’acqua ai detersivi, una sorta di stalking, col rischio di incubi notturni: le pare sopportabile?
Giovanna Dionette
No. Penso che l’eccesso di pubblicità danneggi la pubblicità. E infatti non sono mai entrato nei negozi di quei divani. E se scoprissi di starci seduto, scatterei subito in piedi.
I ghiacciai non si stanno sciogliendo, ma fondendo. Il ghiaccio fonde! Si scioglie un nodo, ma il ghiaccio fonde. Sciogliere e fondere non sono sinonimi. Si direbbe mai che il presidente fonde le Camere? No! Le scioglie. E le sottilette filano e fondono. L’italiano non è una lingua barbara come quella inglese…
Gioacchino Caruso
Interrompo i suoi simpatici punti esclamativi, caro Gioacchino Caruso (o Nino Perri, come nell’indirizzo mail), per dirle due cose: i ghiacciai si stanno sciogliendo e l’inglese non è una lingua barbara.
Caro Merlo, provi a contare quante volte si ripete la parola “escalation” in ogni cronaca, reportage o intervista che parli del Medio Oriente. Ghigliottina?
Filippo Guglieri
Usare troppo una stessa parola è sintomo di scarsa fantasia, ma in guerra escalation evoca un futuro rovinoso e nefasto che purtroppo oggi non mi pare infondato. Ghigliottina respinta.