Caro Francesco, “marito” fra due uomini fa un po’ ridere (“compagno” ma anche “compagna”, anche fra gli etero, ancora di più, sa di Peppone che arringa la piazza di Brescello con la “compagna” venuta da Roma). C’è il termine “sposo” (e “sposa”) che è molto bello. O consorte, arcaico però denso di significato: con-sorte. Ma soprattutto “marito” fa credere che ci sia stato un matrimonio, che invece non c’è stato. Anche se non lo dice nessuno (perché?) definire per legge “formazione sociale” una famiglia composta da due uomini o due donne (più figli) è la peggior forma di razzismo e discriminazione anticostituzionale mai esistita. Oltre a essere fortemente insultante e, di nuovo, ridicolo. Per la prima volta una legge dello Stato — neanche il fascismo era arrivato a tanto — stabilisce che agli omosessuali si possono concedere alcuni diritti (l’eredità, cose così) ma non tutti i diritti, che i gay sono cittadini un po’ uguali a tutti gli altri ma non proprio uguali uguali. Quindi radicalm…
Caro Francesco, “marito” fra due uomini fa un po’ ridere (“compagno” ma anche “compagna”, anche fra gli etero, ancora di più, sa di Peppone che arringa la piazza di Brescello con la “compagna” venuta da Roma). C’è il termine “sposo” (e “sposa”) che è molto bello. O consorte, arcaico però denso di significato: con-sorte. Ma soprattutto “marito” fa credere che ci sia stato un matrimonio, che invece non c’è stato. Anche se non lo dice nessuno (perché?) definire per legge “formazione sociale” una famiglia composta da due uomini o due donne (più figli) è la peggior forma di razzismo e discriminazione anticostituzionale mai esistita. Oltre a essere fortemente insultante e, di nuovo, ridicolo. Per la prima volta una legge dello Stato — neanche il fascismo era arrivato a tanto — stabilisce che agli omosessuali si possono concedere alcuni diritti (l’eredità, cose così) ma non tutti i diritti, che i gay sono cittadini un po’ uguali a tutti gli altri ma non proprio uguali uguali. Quindi radicalmente diversi, altro che. Così come il Papa è disposto a concedere alle coppie gay una benedizione ma non il matrimonio. Il matrimonio mai. Mi viene voglia di smettere di pagare le tasse.
Piergiorgio Paterlini
Caro Piergiorgio, non è matrimonio, ma grazie alla legge Cirinnà sui diritti civili le coppie omosessuali italiane dal 2016 sono comunque uscite dall’inferno della clandestinità e entrate nella legalità e nella normalità. Le loro unioni d’amore sono infatti sancite dallo stesso sindaco che sposò me e mia moglie. Non basta, certo, ma le parole “marito” e “moglie” si stanno spontaneamente diffondendo perché l’Italia è ora più avanti della legge e la società del rispetto vale la fatica dell’imbarazzo iniziale.
Caro Merlo, sto leggendo il libro di Zagrebelsky, Spataro e Pallante. Nelle prime pagine sul premierato viene affrontato il tema della governabilità e si viene immediatamente avvisati di alzare le antenne perché essa nasconde l’imbroglio... A fronte della disgregata società politica e grazie a una pessima legge elettorale, i governi nasceranno sempre da una coalizione che avrà come compito primario la governabilità. Saremo destinati sempre a governi il cui compito precipuo è la governabilità.
Sergio Munno
“Questo Paese” disse Sciascia nel 1979 “è il più governabile che esista al mondo. Le sue capacità di adattamento e assuefazione, di pazienza e persino di rassegnazione sono inesauribili”.
Caro Merlo, non sono d’accordo sulla ghigliottina per la supercazzola. È datata, ma secondo me non esiste una parola che abbia lo stesso effetto critico, ironico e dissacrante. Come tutte le parole, deve essere utilizzata nel contesto giusto.
Ezio Petruccioli — Torrita Tiberina (Roma)
È invece pensiero pigro. Capita che le battute che tanto ci divertirono appassiscano nell’abuso, ci arrivino come un prurito da grattare e non facciano più ridere. Senza slancio vitale anche il riso si spegne. Ghigliottina confermata.