Caro Merlo, nessun’altra definizione si adatta meglio a Conte che vuol cacciare Grillo di quella napoletana: “ È trasut’ ‘e sicc’ e s’è mis’ ‘e chiatt.” Se vuole, può tradurre.
Adriana Naldi
“È entrato di fino e si è piazzato di largo”. In questi anni facendo come il “mastro” che “dormiva accanto ai suoi covoni, ma con gli occhi aperti, e lo schioppo tra le gambe” è diventato “don” ma è rimasto “mastro”: i 5stelle sono la roba e lui è “Mastro don Giuseppe Conte”.
Caro Merlo, l’undicesima Assemblea del Movimento Mondiale della Gentilezza, che si è svolta a Palermo dal 17 al 20 ottobre, ha premiato Carlo Nordio come ambasciatore della gentilezza nel mondo. Ci deve essere qualcosa che mi sfugge.
Bernardo Coccoli - Roma
Spesso i premi non somigliano e qualche volta offendono i nomi che portano. Pensi all’oltraggio del premio intitolato a Sciascia che fu dato a Silvio Berlusconi.
Caro Merlo, come può essere universale un reato che in mezzo mondo non è reato?
Laura Traversi- Genova
Come h…
Caro Merlo, nessun’altra definizione si adatta meglio a Conte che vuol cacciare Grillo di quella napoletana: “ È trasut’ ‘e sicc’ e s’è mis’ ‘e chiatt.” Se vuole, può tradurre.
Adriana Naldi
“È entrato di fino e si è piazzato di largo”. In questi anni facendo come il “mastro” che “dormiva accanto ai suoi covoni, ma con gli occhi aperti, e lo schioppo tra le gambe” è diventato “don” ma è rimasto “mastro”: i 5stelle sono la roba e lui è “Mastro don Giuseppe Conte”.
Caro Merlo, l’undicesima Assemblea del Movimento Mondiale della Gentilezza, che si è svolta a Palermo dal 17 al 20 ottobre, ha premiato Carlo Nordio come ambasciatore della gentilezza nel mondo. Ci deve essere qualcosa che mi sfugge.
Bernardo Coccoli - Roma
Spesso i premi non somigliano e qualche volta offendono i nomi che portano. Pensi all’oltraggio del premio intitolato a Sciascia che fu dato a Silvio Berlusconi.
Caro Merlo, come può essere universale un reato che in mezzo mondo non è reato?
Laura Traversi- Genova
Come ha detto Nichi Vendola nell’intervista a Giovanna Casadio: “L’aggettivo universale funziona solo nella propaganda e nei deliri oscurantisti della destra. Non può essere ‘universale’ ciò che è regolamentato e quindi legale in 65 nazioni al mondo, tra cui gli Stati Uniti, il Canada, grande parte del Sud America, l’Inghilterra, la Grecia, il Portogallo e così via. Cosa accadrà? In verità fatico a comprendere come possa concretamente funzionare il marchingegno repressivo escogitato: non so, faranno rogatorie internazionali per accertare come sia nato un bambino?”.
Caro Merlo, forse sarò anche un po’ cattivo, ma che a Roberto Mancini gli arabi hanno dato il benservito, mi inorgoglisce. A una persona che ci ha lasciato in mutande, all’improvviso, non poteva essere riservato destino migliore. Aveva mollato, raccontando frottole, la nostra Nazionale a poche settimane da due incontri fondamentali per la qualificazione agli Europei. Certo a lui poco interessava. Ha raggiunto il suo obiettivo: ritornare in Italia con una valigia piena di soldi, dicono 50 milioni, forse pure qualcosa in più.
Nicola Campoli - Napoli
Non mi piace l’accanimento e vedo Mancini uscire con una valigia di soldi, ma a testa bassa.
Caro Merlo, nel 1868 il primo ministro del neonato regno d’Italia, Luigi Menabrea, cercò un’intesa con l’Argentina per deportare in Patagonia i meridionali che, per varie ragioni (brigantaggio, soldati borbonici prigionieri), erano reclusi in Italia. L’Argentina, a differenza dell’Albania, si oppose per orgoglio nazionale. La storia non insegna nulla.
Damiano Signò - Lainate (MI)
Come racconta Lorenzo Dal Boca (“Maledetti Savoia” Piemme) i ribelli e i cafoni “avrebbero trovato il fatto loro in un bel campo di concentramento in Patagonia, nel Sud dell’Argentina, con i ghiacciai dell’Antartico all’orizzonte e con una temperatura media di 12 gradi sotto zero”. Aggiunge Dal Boca che “non c’è altra lettura: doveva essere un campo di sterminio, a cinque mesi di navigazione da casa, senza gente intorno che ficcasse il naso nelle faccende altrui”.