Caro Merlo, ora che Poste Italiane ha dedicato un francobollo a Pikachu, prende significato anche il francobollo a Berlusconi.
Luca Ricci — Lucca
I due francobolli sono l’uno il contrario dell’altro. La magia dei Pokémon, la loro biologia, persino l’ironia dei loro nomi, tutto il loro codice di mostriciattoli allegramente virtuosi ci ha impartito una magistrale lezione di logica e di razionalità. Anche Berlusconi ci ha impartito una lezione magistrale, ma di allegra impunità e di vizio. Occorre che ci sia il diavolo perché l’acqua santa sia davvero santa.
Caro Merlo, se lo conosce, dica a Grillo di disertare la Costituente del “suo” movimento. Chissà quanti frati Elia incontrerebbe, “quei frati, non essendo più mendicanti, non avrebbero dovuto continuare a chiamarsi francescani, giacché la fatica dei secoli e il cambiamento dei costumi tanto radicalmente avevano sovvertito la regola instaurata dal fondatore. Quelli che prima chiedevano, adesso vendono. Quelli che prima rinunciavano, …
Caro Merlo, ora che Poste Italiane ha dedicato un francobollo a Pikachu, prende significato anche il francobollo a Berlusconi.
Luca Ricci — Lucca
I due francobolli sono l’uno il contrario dell’altro. La magia dei Pokémon, la loro biologia, persino l’ironia dei loro nomi, tutto il loro codice di mostriciattoli allegramente virtuosi ci ha impartito una magistrale lezione di logica e di razionalità. Anche Berlusconi ci ha impartito una lezione magistrale, ma di allegra impunità e di vizio. Occorre che ci sia il diavolo perché l’acqua santa sia davvero santa.
Caro Merlo, se lo conosce, dica a Grillo di disertare la Costituente del “suo” movimento. Chissà quanti frati Elia incontrerebbe, “quei frati, non essendo più mendicanti, non avrebbero dovuto continuare a chiamarsi francescani, giacché la fatica dei secoli e il cambiamento dei costumi tanto radicalmente avevano sovvertito la regola instaurata dal fondatore. Quelli che prima chiedevano, adesso vendono. Quelli che prima rinunciavano, adesso accumulano”. Dica a Grillo di leggersi “La seconda vita di Francesco d’Assisi”, di José Saramago. C’è già tutto, lì dentro.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
È difficile negare che ci sia una triste grandezza in Beppe Grillo che, nella sua seconda vita, è diventato irrilevante pur avendo, nella prima vita, vinto e stravinto sino a fare del suo movimento il partito di maggioranza relativa. Ma Grillo, che è insignificante dopo avere cambiato il nostro Paese, era solo e smarrito già nella grande rete di Casaleggio che, lo dico da avversario della prima ora, comunque esprimeva, sia pure in forma strampalata, una grande voglia di stare insieme e di fare comunità. Lei mi ha ricordato Assisi e l’immenso refettorio di cento metri per dieci, con i 200 posti già apparecchiati, come nel college di Harry Potter, con tutto quel legno aristocratico, quel silenzio e quei quadri dei magnifici santi francescani. Tra loro c’è anche sant’Antonio di Padova certo, ma non padre Pio, che è il francescano di Giuseppe Conte. Non c’è perché è sepolto in una tomba da faraone che fa inorridire l’ordine dei cappuccini.
Caro Merlo, un amico mi ha ricordato una cosa che giudico emblematica del nostro esserci in questo paradisiaco casino chiamato mondo: “La leggenda narra che un allievo di Platone gli chiedesse a cosa serve la matematica. Platone chiamò a sé un altro allievo e gli disse:“Dagli due dracme e mandalo a casa”.
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Chissà se il ministro Giorgetti ha applicato la matematica di Platone aumentando di tre euro le pensioni minime.
Caro Merlo, grazie a lei e a Giulio Manfredi per aver ricordato Antonio Russo e sua madre Beatrice. Lavoravo all’Assessorato di Francavilla al mare e preparavo io quel premio. Ricordo che, premiando Anna Politkovskaja, assassinata a Mosca, si percepiva un’emozione che non ho mai più provato né visto.
Piero Orrù
Siamo il Paese dove ogni anno vengono solennemente consegnati migliaia di leoni, gatti, gondole, pistacchi e cannoli d’oro, ma “il premio Antonio Russo” forse vale la pena.