Caro Merlo, è giusto ricordare Maffeo Pantaleoni come gloria italiana dell’economia. Tuttavia perché sulla Treccani non viene scritto che fu lui a far pubblicare in Italia i “Protocolli di Sion”? Un modo per far dimenticare qualche vergogna?
Carmine Meoli — Cautano (Benevento)
Il ministro Urso, che vuole riscrivere la storia d’Italia con la filatelia (en pendant con la furia toponomastica delle tante “via Almirante”), dopo il francobollo a Italo Foschi, feroce gerarca celebrato come fondatore della Roma calcio, anche a Maffeo Pantaleoni (Frascati 1857 — Milano 1924) ha appena dedicato un francobollo, ignorando completamente il suo forte, imperdonabile antisemitismo nazional fascista. Lei ha ragione, caro Meoli, l’odio verso gli ebrei di Maffeo Pantaleoni, che fu un economista molto conosciuto con una vita politica ricca e tormentata, è protetto non dico da omertà accademica ma da una strana nebbia che sorprendentemente coinvolge l’autorevole Treccani. È infatti stupefacente che del su…
Caro Merlo, è giusto ricordare Maffeo Pantaleoni come gloria italiana dell’economia. Tuttavia perché sulla Treccani non viene scritto che fu lui a far pubblicare in Italia i “Protocolli di Sion”? Un modo per far dimenticare qualche vergogna?
Carmine Meoli — Cautano (Benevento)
Il ministro Urso, che vuole riscrivere la storia d’Italia con la filatelia (en pendant con la furia toponomastica delle tante “via Almirante”), dopo il francobollo a Italo Foschi, feroce gerarca celebrato come fondatore della Roma calcio, anche a Maffeo Pantaleoni (Frascati 1857 — Milano 1924) ha appena dedicato un francobollo, ignorando completamente il suo forte, imperdonabile antisemitismo nazional fascista. Lei ha ragione, caro Meoli, l’odio verso gli ebrei di Maffeo Pantaleoni, che fu un economista molto conosciuto con una vita politica ricca e tormentata, è protetto non dico da omertà accademica ma da una strana nebbia che sorprendentemente coinvolge l’autorevole Treccani. È infatti stupefacente che del suo antiebraismo anticipatore dei deliri nazisti sul giudaismo-bolscevico non ci sia traccia nella voce dell’enciclopedia online firmata dal professor Bini e datata 2012. Anche nel dizionario degli italiani dove la voce è stata curata da Antonio Bianco nel 2014 c’è appena un accenno ma non si racconta che si deve proprio a Pantaleoni la pubblicazione per le edizioni della Vita italiana del più celebre e odioso falso antisemita, i Protocolli dei Savi di Sion. E infatti l’antisemitismo razzista di Pantaleoni, con l’aggravante della sua cultura, non fu un dettaglio ma un motore della sua vita politica come ha raccontato nel 2011 il prof Luca Michelini nel suo Alle origini dell’antisemitismo nazional-fascista (Marsilio) che, in solitudine, rimette le cose a posto.
Caro Merlo, zecche rosse? No, feccia nera.
Maurizio Marcolongo — Peschiera Borromeo (Milano)
Non ci sono né zecche rosse né feccia nera. Il solo talento di Salvini è la provocazione e lei, insieme a tanti altri per la verità, è caduto nella trappola. La prossima volta si morda la lingua.
Caro Merlo, in una foto dalla Cina ho visto, accanto a Prodi, Casini. Cosa ci faceva Casini a Pechino? Mattarella ha tenuto una lectio magistralis all’università, Prodi ha avuto la cattedra dedicata alla cultura italiana, finanziata dalla fondazione Agnelli. Leggo che Casini ricopre la carica di “capo” di Italia-Cina, “Forum filantropico” che vuol dire “caritatevole, umano, umanitario”. Quanti nostri politici girano il mondo, con incarichi vari. Bravi.
Francesco Brighenti — Bologna
Viaggi e soggiorni di studio, incarichi universitari, progetti di architettura: è lungo l’elenco degli italiani illustri sedotti dalla Cina, a cominciare da Beppe Grillo, Giuseppe Conte, D’Alema... Non si metta a pensar male, però.
Caro Merlo che ne pensa di sanzionare adeguatamente l’orribile e minaccioso “asfaltare”?
Mauro Donati — Roma
Ghigliottina.