Caro Merlo, nel 2016 quando Trump fu eletto per la prima volta l’Europa aveva un grande leader in grado di affrontarlo, Angela Merkel. Oggi la sola leadership è quella burocratica di Ursula von der Leyen. Ci vorrebbe una nuova Merkel?
Laura Traverso — Genova
L’Europa, spaesata e impaurita, attende in difesa l’imprevedibile Trump che, armato più di testosterone che di diplomazia, minaccia nuovi dazi, il disimpegno in Ucraina, l’indebolimento della Nato, il ripudio degli accordi sul clima. Quest’Europa — è vero — non ha un leader che Trump possa riconoscere come rivale e che sappia affrontarlo da pari a pari, anche da un punto di vista personale, per carisma e capacità dialettica. Fredda e preparatissima, Merkel era il perfetto antidoto, il contravveleno europeo al capriccioso umore americano di Trump che, infatti, non sapeva come prenderla e usciva confuso e perdente da ogni incontro. Oggi, al di là della crisi politica e economica di Germania e di Francia (e della stessa Gran Bretagna…
Caro Merlo, nel 2016 quando Trump fu eletto per la prima volta l’Europa aveva un grande leader in grado di affrontarlo, Angela Merkel. Oggi la sola leadership è quella burocratica di Ursula von der Leyen. Ci vorrebbe una nuova Merkel?
Laura Traverso — Genova
L’Europa, spaesata e impaurita, attende in difesa l’imprevedibile Trump che, armato più di testosterone che di diplomazia, minaccia nuovi dazi, il disimpegno in Ucraina, l’indebolimento della Nato, il ripudio degli accordi sul clima. Quest’Europa — è vero — non ha un leader che Trump possa riconoscere come rivale e che sappia affrontarlo da pari a pari, anche da un punto di vista personale, per carisma e capacità dialettica. Fredda e preparatissima, Merkel era il perfetto antidoto, il contravveleno europeo al capriccioso umore americano di Trump che, infatti, non sapeva come prenderla e usciva confuso e perdente da ogni incontro. Oggi, al di là della crisi politica e economica di Germania e di Francia (e della stessa Gran Bretagna), non c’è neppure un leader europeo di carattere che sappia imporsi con Putin, “il carissimo nemico” di Merkel. Insomma, l’Europa ha perso il carattere.
Caro Merlo, tutti ce l’hanno con “le toghe”. I magistrati dovrebbero cambiare abbigliamento?
Bernardo Coccoli — Roma
No. La toga marca la distanza tra il diritto e il resto del mondo, lo protegge e dovrebbe persino aiutarlo a resistere alle tentazioni, come la tonaca del prete e la divisa del soldati. Io imporrei ai giudici anche le parrucche fatte a mano con crine di cavallo argentino, le scarpe felpate, la cintura di seta e il foulard bianco. Si vestono così in Inghilterra, il solo Paese d’Europa dove non è esploso il conflitto tra magistratura e politica.
Caro Merlo, “zecche rosse” e “feccia nera” sono espressioni che sentivo quando, ragazzino “di sinistra”, mi accapigliavo al liceo con ragazzini “di destra”, identici a me. Perché questa regressione?
Roberto Rognoni — Conegliano (Treviso)
A zecche rosse e feccia nera aggiungerei “polizia fascista”. Immagini un ballo in maschera, il corteo in costume della disfida di Barletta, la rievocazione a Waterloo nel campo che fu di battaglia con il finto Napoleone e il finto Wellington. Purtroppo l’ossessione del governo Meloni è vendicarsi degli anni ’70. Perciò tornano come fantasmi i cattivi maestri, le zecche rosse, i comunisti… E intanto emettono francobolli risarcitori e cambiano i nomi delle strade.
Caro Merlo, ghigliottinato “asfaltare”, rimangono i buffi mozziconi di verbi con cui i titolisti dei giornali sintetizzano le buffe baruffe della politica. Gela, blinda, frena, boccia, strappa, scatta, spunta, slitta, insorge, esulta e tira dritto.
Roberto Curci — Trieste
La ghigliottina è al suo servizio.
Caro Francesco, che bello leggere che una classe di prima liceo ha pensato di proporle una ghigliottina.
Sara Prando — Milano
Gli studenti del primo liceo scientifico “Vitruvio Pollione” di Avezzano sono amici che avevano già aperto un intelligente dibattito sul pentimento.