Caro Francesco, passando davanti a una qualsiasi scuola ti accorgi come sia inversamente proporzionale la quantità di libri trasportata dai ragazzi e la loro penosa impreparazione certificata dal rapporto Censis che definisce la scuola “una fabbrica di ignoranti”.
Marco Masolin
Non credo che le analisi del Censis siano “certificazioni” e l’idea che la scuola sia “una fabbrica di ignoranti” mi sembra un tipico luogo comune che, vestito di sociologia scientifica, diventa un estremismo pericoloso. Affaticata, non omogenea, ammalata di “politicamente corretto”, mal finanziata e poco attenta agli stipendi, la scuola rimane il meglio della società italiana, a difesa del decoro e della democrazia soprattutto nelle zone calde, anche del Nord, dove gli insegnanti affrontano e risolvono con sobrietà e discrezione mille invisibili drammi quotidiani. “Fabbrica di ignoranti” è una sparata che oltraggia i professori e non dico che armi la mano dei genitori bulli e malandrini che quotidianamente…
Caro Francesco, passando davanti a una qualsiasi scuola ti accorgi come sia inversamente proporzionale la quantità di libri trasportata dai ragazzi e la loro penosa impreparazione certificata dal rapporto Censis che definisce la scuola “una fabbrica di ignoranti”.
Marco Masolin
Non credo che le analisi del Censis siano “certificazioni” e l’idea che la scuola sia “una fabbrica di ignoranti” mi sembra un tipico luogo comune che, vestito di sociologia scientifica, diventa un estremismo pericoloso. Affaticata, non omogenea, ammalata di “politicamente corretto”, mal finanziata e poco attenta agli stipendi, la scuola rimane il meglio della società italiana, a difesa del decoro e della democrazia soprattutto nelle zone calde, anche del Nord, dove gli insegnanti affrontano e risolvono con sobrietà e discrezione mille invisibili drammi quotidiani. “Fabbrica di ignoranti” è una sparata che oltraggia i professori e non dico che armi la mano dei genitori bulli e malandrini che quotidianamente li offendono e li aggrediscono, ma certamente non la disarma.
Caro Merlo, le confesso che non ho capito molto di quel che accade in Siria. Mi pare sacrosanta la rivolta contro il regime sanguinario di Bashar al Assad ma nessuno mi convincerà che i macellai jihadisti, che conquistano le periferie e marciano verso Damasco, siano dei liberatori e non credo per nulla che siano diventati democratici.
Giorgio Villano — Milano
Vale per la Siria la famosa battuta di Kissinger: «È un peccato che entrambe le parti non possano perdere”.
Caro Merlo, la Corte costituzionale romena che ha annullato le elezioni garantisce o minaccia la democrazia? Non crede che sarebbe stato meglio smascherare prima l’apparato messo in piedi dalla Russia a favore di Georgescu, sconosciuto candidato di destra legato a Putin che aveva vinto il primo turno con un inaspettato 22,9%?
Lorenzo Fresco — Torino
Le Corti costituzionali in una democrazia liberale garantiscono la democrazia. E quel che è accaduto in Romania dovrebbe allarmarci tutti. Ormai conosciamo la natura e la forza dell’apparato che la Russia a ogni elezione riesce a mettere in piedi in questa sua guerra all’Europa e all’Occidente. In Romania sarebbe stato meglio intercettare prima la guerriglia informatica, gli hackeraggi, le decine di migliaia di falsi account su TikTok, la piattaforma cinese riattivata proprio per la campagna elettorale, e soprattutto il fiume di soldi dall’estero, 381 mila dollari in un solo giorno, 80 dollari a testa a ogni fiancheggiatore. Forse bisognerebbe attivare nuove e più efficaci forme di controllo democratico preventivo.
Caro Merlo, vogliamo ghigliottinare “siamo alla canna del gas”?
Emma Lauria — Ancona
Ghigliottina oppure, per una volta, camera a gas.