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Non sempre i vincitori fanno la storia. Leggere il filosofo Caffo a prescindere

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Caro Merlo, più degli scenari, delle alleanze, dei nomi di battaglia e di quelli veri, di terroristi che diventano statisti in un giorno e viceversa, mi colpiscono le vendette (non giustificabili, ma comprensibili) che ne fanno contorno. In ogni regime che crolla “il sangue dei vinti” scorre a fiumi. Tutto sta a saperlo raccontare.

Luca Cardinalini - Marsciano (Perugia)

E invece Assad era “il ratto di Damasco” anche quando vinceva. È sempre vero, infatti, che il sangue dei vinti scorre a fiumi, ma non sempre la storia che si impone è quella narrata dai vincitori. Altrimenti Waterloo non sarebbe celebrata come “la più gloriosa delle disfatte”.

La storia raccontata dai vinti ha stabilito che a Waterloo, che è il seguito di Trafalgar, furono certamente sconfitti l’europeismo visionario di Napoleone e la Grande Nazione francese, ma in nome della Restaurazione, delle monarchie per grazia divina, dell’Europa antimoderna del Congresso di Vienna. E si arriva così all’idea che il vero vinc…

Caro Merlo, più degli scenari, delle alleanze, dei nomi di battaglia e di quelli veri, di terroristi che diventano statisti in un giorno e viceversa, mi colpiscono le vendette (non giustificabili, ma comprensibili) che ne fanno contorno. In ogni regime che crolla “il sangue dei vinti” scorre a fiumi. Tutto sta a saperlo raccontare.

Luca Cardinalini - Marsciano (Perugia)

E invece Assad era “il ratto di Damasco” anche quando vinceva. È sempre vero, infatti, che il sangue dei vinti scorre a fiumi, ma non sempre la storia che si impone è quella narrata dai vincitori. Altrimenti Waterloo non sarebbe celebrata come “la più gloriosa delle disfatte”.

La storia raccontata dai vinti ha stabilito che a Waterloo, che è il seguito di Trafalgar, furono certamente sconfitti l’europeismo visionario di Napoleone e la Grande Nazione francese, ma in nome della Restaurazione, delle monarchie per grazia divina, dell’Europa antimoderna del Congresso di Vienna. E si arriva così all’idea che il vero vincitore di Waterloo sia stato Cambronne che alla richiesta di arrendersi rispose “merda” e condannò i suoi uomini al massacro. E però Victor Hugo scrisse: «Dire quella parola e poi morire, cosa c’ è di più grande?». E ancora: «Chi ha vinto a Waterloo è Cambronne!».

Caro Merlo, non ho letto i libri del filosofo Caffo, neanche quello sul veganesimo. Era stato testardamente invitato alla Nuvola di Roma per parlare di non so cosa ed è stato condannato in primo grado a 4 anni per maltrattamenti all’ex consorte. Posso comprare i suoi libri a prescindere dalle sue vicende personali? Posso scindere l’autore dall’uomo? A mio parere si può, anzi si deve. Sono tanti gli artisti che ne hanno combinato di ogni. Smettiamo di leggere, andare al cinema e a teatro, alle mostre? È uscito un libro su Puccini intemerato puttaniere. Per non parlare di Carmelo Bene e le sue vicende familiari o di Joyce e le mutandine “striate”... Chi vuol leggere Caffo lo faccia, a prescindere da Caffo. Conta ciò che scrive.

Piero Orrù

Durante l’epidemia avevo letto, con interesse, le considerazioni di Caffo sul Covid. Secondo lui, non ci sarebbe stato il “salto” del virus dal pipistrello all’uomo, se non avessimo colpevolmente ridotto ogni organismo vivente a cibo. Forse su questo punto non aveva tutti i torti, ma pensava anche che il covid fosse “la prima rivoluzione planetaria della storia e che il capitalismo fosse stato colpito a morte”. E su questo ha avuto torto. Mi colpì tuttavia il legame, magari inconsapevole, con il pensiero finale di Augusto Placanica, il grande storico calabrese morto nel 2002, autore del magnifico Il filosofo e la catastrofe (Einaudi, 1997, ancora con la speranza di una riedizione).

Caro Merlo, a Giusy Orbinato consiglio la libreria Ipercoop del centro commerciale “Quarto Nuovo”, alle porte di Napoli, con ampio ingresso disabili e tanta cortesia. Odio i megastore di libri, preferisco le piccole librerie senza barriere contro i disabili.

Tiziana de Novellis - Napoli

Tutti a Quarto Nuovo a comprare i libri.

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