Caro Francesco, la conferenza stampa di fine anno (che è stata a inizio anno) di Giorgia Meloni è una storia di fallimenti. Una premier in fibrillazione per un confronto con la stampa troppo raro, dei giornalisti che fanno domande troppo pettinate, un’opposizione che abbaia troppo. Il Paese è (troppo) migliore di questa classe dirigente ?
Giuliano Guida Bardi
No. Si specchiano e, quando non si somigliano, si fanno compari.
Camera, la conferenza stampa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La diretta
Caro Francesco, la fiction televisiva su Leopardi fa il paio con quella che era stata fatta su Marconi che, da solo, con la pascoliana “piccozza d’acciar ceruleo” e, soprattutto, senza studi, ha inventato la radio. Meglio tacere il fatto che il premio Nobel di Marconi (1909) venne attribuito, con unica motivazione, anche al fisico tedesco Karl F. Braun. La falsa…
Caro Francesco, la conferenza stampa di fine anno (che è stata a inizio anno) di Giorgia Meloni è una storia di fallimenti. Una premier in fibrillazione per un confronto con la stampa troppo raro, dei giornalisti che fanno domande troppo pettinate, un’opposizione che abbaia troppo. Il Paese è (troppo) migliore di questa classe dirigente ?
Giuliano Guida Bardi
No. Si specchiano e, quando non si somigliano, si fanno compari.
Camera, la conferenza stampa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La diretta
Caro Francesco, la fiction televisiva su Leopardi fa il paio con quella che era stata fatta su Marconi che, da solo, con la pascoliana “piccozza d’acciar ceruleo” e, soprattutto, senza studi, ha inventato la radio. Meglio tacere il fatto che il premio Nobel di Marconi (1909) venne attribuito, con unica motivazione, anche al fisico tedesco Karl F. Braun. La falsariga è sempre la stessa: il genio italico, figlio di un popolo di santi, navigatori e inventori.
Ledo Stefanini, fisico — Pavia
L’Italia dei superlativi e della retorica ha scoperto che per santificare i suoi morti non c’è meglio dello sceneggiato in due puntate chiamato, per fare tendenza, docufilm o biopic. Una pioggia di stereotipi e spesso di cattiva recitazione si è abbattuta su tutti, da De André a Califano, da Puccini a Marconi e ora di nuovo sul già malmenato Leopardi, al quale, a questo giro, hanno tolto anche la gobba. Nel film di Mel Brooks il chirurgo Frankenstein (junior) propone al gobbutissimo Igor (Aigor) di togliergli la gobba. E Igor: “quale gobba?”
Caro Merlo, viva Cecilia e tutti quelli che hanno lavorato per farla uscire. Compreso Tajani, che le ha raccomandato di “scrivere di altre cose per qualche tempo”, aggiungendo che “a volte serve anche prudenza”. Mi chiedo se avrebbe detto lo stesso a un giornalista di sesso maschile.
Martino Consoli — Milano
Penso di sì, la sua pretesa di far tacere non è di genere.
Caro Francesco, che tu sia — anche — amante dei cani, mi fa molto piacere. Oggi pomeriggio hanno investito e ucciso il mio amato “bastardino” Red, che era con me/noi da 16 anni. L’automobilista non avrebbe potuto passare per la stradina privata e non si è nemmeno fermato. Gli ultimi respiri, affannosi (come quando correva a perdifiato) Red li ha fatti con la testolina appoggiata sulla mia mano. Diciamo che era arrivata la sua ora, diciamo così.
Luca Cardinalini
È una brutta coincidenza perché giovedì mattina è morto, a soli 5 anni, il mio Pancio (si chiamava così, con il maschile di Pancia perché quand’era piccolissimo era magro con la pancia). Emorragia cerebrale, dicono. Era un cane molto mite e molto intelligente, dicono. L’ho trovato alle 4 del mattino che combatteva contro il proprio cervello: un versamento, una rottura, un ingorgo di impulsi, un eccesso di sollecitazioni. È lungo l’elenco dei cani autentici ma non reali della letteratura, del cinema, dell’arte e della canzone. Il mio era quello di Sandro Penna: “Oh nella notte il cane / che ti abbaia da lontano. / Di giorno è solo il cane / che ti lecca la mano”