Caro Merlo, secondo il direttore di “Arab news”, intervistato da Francesca Caferri, l’assassinio del giornalista Khashoggi sarebbe stato un errore, condannabile ma “riconosciuto” dal principe bin Salman. “E sarebbe molto ingiusto condannare un Paese sulla base di un errore”. Agghiacciante.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Errore? Il corpo di Khashoggi è stato fatto a pezzi e bruciato nel forno in casa del console. Sbaglia Faisal Abbas, direttore di Arab News, a non rivendicarlo come il fulgido esempio del nuovo ordine mondiale.
Caro Merlo, l’Europa è debole e minacciata al suo interno dal consenso crescente, non verso la destra normale che abbiamo conosciuto e votato, ma verso gli impresentabili, gli eredi dei nazifascisti, che sono più o meno cambiati, come Meloni, ma nessuno sa quanto davvero recuperati alla civiltà democratica. All’esterno l’Europa ha due nemici imperiali, Putin e Trump, che potrebbero spartirsela. Mio padre, partigiano, ci diceva: «Nei momenti più diff…
Caro Merlo, secondo il direttore di “Arab news”, intervistato da Francesca Caferri, l’assassinio del giornalista Khashoggi sarebbe stato un errore, condannabile ma “riconosciuto” dal principe bin Salman. “E sarebbe molto ingiusto condannare un Paese sulla base di un errore”. Agghiacciante.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Errore? Il corpo di Khashoggi è stato fatto a pezzi e bruciato nel forno in casa del console. Sbaglia Faisal Abbas, direttore di Arab News, a non rivendicarlo come il fulgido esempio del nuovo ordine mondiale.
Caro Merlo, l’Europa è debole e minacciata al suo interno dal consenso crescente, non verso la destra normale che abbiamo conosciuto e votato, ma verso gli impresentabili, gli eredi dei nazifascisti, che sono più o meno cambiati, come Meloni, ma nessuno sa quanto davvero recuperati alla civiltà democratica. All’esterno l’Europa ha due nemici imperiali, Putin e Trump, che potrebbero spartirsela. Mio padre, partigiano, ci diceva: «Nei momenti più difficili è con l’America che bisogna stare». Ma è accaduto l’impensabile e la nostra libertà è nelle nostre mani. Penso con terrore che i soli contenti del vertice di Parigi siano Putin e Trump e che nel nostro destino ci siano altre Ucraine.
Barbara Lezzi — Genova
Oggi che l’America si è capovolta e ha capovolto il mondo, suo padre non direbbe più che «nei momenti più difficili è con l’America che bisogna stare». Ma forse direbbe che prima di abbandonarla bisogna darle il tempo democratico di reagire e, intanto, di contenere Trump e poi di liberarsene. Per ora la sola “canaglia” ai confini dell’Europa è la Russia, come ha detto Ursula von der Leyen a Monaco di Baviera. E Trump stesso ha chiarito che il suo interesse è solo economico: «Noi abbiamo un oceano in mezzo. Loro no». L’Europa è uno spazio di democrazia e di benessere, una coppia di meraviglie rare che ci rendono lenti, mosci, litigiosi. Prendere decisioni forti non ci viene facile, ma se davvero democrazia e benessere tornassero in pericolo i Paesi europei saprebbero, ancora una volta, difenderli, magari non tutti e 27, e se necessario con alleanze nuove e più efficaci militarmente. Certamente insieme, com’è naturale, agli inglesi, che sono già pronti a garantire all’Ucraina «la sicurezza e la pace giusta, duratura, permanente» anche «inviando le nostre truppe sul campo se necessario» come ha scritto il primo ministro Starmer sul Telegraph. La difesa dell’Ucraina, che non può essere abbandonata a Putin e Trump, è infatti il primo, difficile ma decisivo, banco di prova per l’Europa nel suo insieme e per i singoli Paesi d’Europa, tra i quali ovviamente c’è l’Italia, che è il Paese di Mattarella.
Caro Merlo, è giunto il momento di ghigliottinare “nulla è come sembra”, che si legge nelle cronache e sui risvolti di copertina dei gialli, davvero troppi.
Nicola Giunti — Roma
Ghigliottina, anche perché è vero il contrario: tutto è come sembra.