Caro Merlo, le propongo un titolo: “I nostri non arrivano più”. A salvare gli invasi e gli aggrediti, come oggi gli ucraini, la cavalleria non arriverà mai più.
Massimo Fiorentino, Napoli
Con Trump muore anche la scena più bella del cinema. Protagonista è la tromba che, nella diligenza rincorsa, all’inizio viene presentita solo dalla signora Mallory, che ha appena partorito e che John Corradine, con la sua ultima pallottola, vuole salvare uccidendola. In quella tromba — Ombre rosse è del 1939 — c’è la profezia della Seconda guerra mondiale, c’è l’Occidente, c’è la vita a lieto fine.
Caro Merlo, che Trump sia mentalmente disturbato mi sembra evidente. Ma nessuno ne parla. Parrebbe un caso di narcisismo maligno di Kernberg. Ma io ho 91 anni, e sono un tantino rincretinito. Qualche collega più giovane direbbe la sua?
Dani Ferrari, Roma
Può darsi che ci siano elementi di narcisismo, ma spiegare Trump con il disturbo mentale è una fuga dalla realtà. Sono disturbati pure gli americani che l’hanno votato? E Musk e Vance? E i vari trumpiani del mondo, compresi gli italiani che chiamiamo Trumpalleri perché solo qui diventano commedia anche i sintomi di Kernberg: l’instabilità di Conte, la paura dell’abbandono di Salvini, la disregolazione emotiva dei giornalisti fissi e fissati dei talk show. Non era pazzo Hitler, al quale Trump neppure lontanamente somiglia, e anche la paranoia di Putin è un’invenzione per esorcizzarlo. Non cito Hannah Arendt e mi limito a Franco Basaglia che trovava comodo e facile liquidare come pazzi i dittatori e i torturatori, i “malvagi” della storia. Davvero lei pensa che per ritrovare la vecchia America basterebbe curare Trump o chiuderlo in manicomio? “Per esempio — scriveva con ironia Basaglia — potremmo dire che i direttori dei manicomi sono tutti dei torturatori, e allora dovremmo mettere tutti i direttori degli ospedali psichiatrici in manicomio, che credo sarebbe la cosa più sana.”
Caro Francesco, guerra ovunque e comunque. Mettete dei mitra nei vostri cannoni?
Giuliano Guida Bardi
Senza armi le guerre non si ripudiano, si perdono.
Caro Merlo, è dura per chi ha creduto nella pace accettare la proposta di Ursula von der Leyen, ma in quale altro modo ci si può difendere dall’aggressore? Schlein dice:“Alla Ue serve la difesa comune, non il riarmo nazionale. Sono due cose molto diverse”. Cosa vuol dire? Le armi alla Ue chi deve darle?
Rosanna Lampugnani
Vedo nella posizione ambigua di Elly Schlein un tormento reale e non la miseria di un calcolo elettorale in competizione con Conte. Logica però vuole che non si possa progettare una difesa comune senza rafforzare le difese nazionali. È dura da accettare ma, Dio ce ne scampi, in guerra non combattono solo i soldati.
Caro Merlo, Adda è il fiume, ha da, come scrive Eduardo (più corretto sarebbe: ha dda), rende il deve italiano in napoletano, ed inoltre a nuttata, va scritta così: ‘a nuttata.
Francesco Limite, Napoli
E però lei ha corretto anche Eduardo che, come il fiocco di neve di Poppella, è il napoletano perfetto.