Caro Merlo, siamo certi che “Il Gattopardo” formato Netflix sia stato apprezzato dalla generazione Z alla quale sembra essere rivolto? Concetta, interpretata dalla brava Benedetta Porcaroli, è al centro di questa nuova serie. Nel romanzo e anche nel film la figlia preferita del principe di Salina è dolce e misteriosa, portatrice del senso tragico del lignaggio, del dovere e dell’obbedienza. Ma ai ragazzi piace facile, sembrano dire gli autori della serie tv e si buttano sul femminismo spinto. Così, mentre Concetta diventa una donna forte e decisa, la continuatrice della stirpe, ecco che occupa la scena anche una Deva Cassel con la parrucca riccioluta nella parte di Angelica. Per Tomasi di Lampedusa e Visconti la sposa di Tancredi è una cinica e spensierata forza della seduzione, mentre nella serie tv diventa un’arrampicatrice con il tacco 12 e la borsetta firmata. Le donne coincidono con stereotipi più o meno vincenti, la complessa storia dell’Unità d’Italia va a farsi benedire tra mo…
Caro Merlo, siamo certi che “Il Gattopardo” formato Netflix sia stato apprezzato dalla generazione Z alla quale sembra essere rivolto? Concetta, interpretata dalla brava Benedetta Porcaroli, è al centro di questa nuova serie. Nel romanzo e anche nel film la figlia preferita del principe di Salina è dolce e misteriosa, portatrice del senso tragico del lignaggio, del dovere e dell’obbedienza. Ma ai ragazzi piace facile, sembrano dire gli autori della serie tv e si buttano sul femminismo spinto. Così, mentre Concetta diventa una donna forte e decisa, la continuatrice della stirpe, ecco che occupa la scena anche una Deva Cassel con la parrucca riccioluta nella parte di Angelica. Per Tomasi di Lampedusa e Visconti la sposa di Tancredi è una cinica e spensierata forza della seduzione, mentre nella serie tv diventa un’arrampicatrice con il tacco 12 e la borsetta firmata. Le donne coincidono con stereotipi più o meno vincenti, la complessa storia dell’Unità d’Italia va a farsi benedire tra mossette aggraziate e (falsa) emancipazione femminile. Non bisogna rimpiangere il passato, ma davvero ai giovani piace questo?
Mirella Serri
L’ho guardata senza pregiudizi e senza cercare la fedeltà, apprezzando, anzi, la sfida di una serie televisiva che avrebbe dovuto liberarsi di ben due capolavori, il libro di Tomasi di Lampedusa e il film di Visconti, che già tra loro si somigliano, ma non si identificano. Si può dunque rileggere Il Gattopardo con una lente di infedeltà Netflix, moderna, popolare e familiare e mettere, perché no?, Concetta contro Angelica. Sono spunti che non offendono la trama e neppure l’impianto storico, il Risorgimento e la sicilianità, che possono diventare sfondo, ambiente, atmosfera purché si rispetti il senso, l’esprit di un’opera. E invece la pigrizia mentale ha prevalso e il romanzo è stato ridotto a soap opera alla sudamericana con un Gattopardo che parla come don Vito Corleone, le donne sono “modello Ferragni” e tutto sa di caricatura. Quando poi Angelica ha tolto la benda a Tancredi e gli ha leccato la ferita, ecco a quel punto anche l’erotismo è diventato comico e mi sono ricordato che la parodia era già stata fatta da Corbucci. Il principe era Ciccio. Franco, vestito da Angelica, gridava “abbasso Garibaldo, viva il borbonico” e il “leopardo” alla fine veniva cucinato con le patate, proprio come ha fatto Netflix.
Caro Merlo, mi riconosco anche io (sono del ’52) nel disagio di stare in piazza, ma la citazione sull’essere comunque coinvolti che attribuisci a Gaber in realtà è di De André.
Antonio Cecconi, studio di Psicoterapia, Firenze
Ringrazio i tanti lettori, più dei 25 di Manzoni, che mi hanno mandato mail di correzione. È De André, certo. Chiedo scusa.
Caro Merlo, dopo la pace imposta a Zelensky si arriverà all’elezione di un presidente ucraino filorusso?
Laura Traverso, Genova
Non credo che esistano ancora filorussi in Ucraina.
Caro Merlo, tempi bui.
Marcello Torrino, Pistoia
Provi ad accendere la luce.