Caro Merlo, il terrorismo rosso degli anni di piombo mi faceva ancor più ribrezzo di quello nero. Perché interrogava la mia coscienza di giovane antifascista sognatore di sinistra e metteva in discussione i miei ideali. Per me non erano “compagni che sbagliano” ma assassini che conducevano una “lotta politica di parte, realizzata con la violenza, in netta antitesi con i valori che si pretendeva di affermare”. Le stragi neofasciste che ho elencato nella mia lettera erano finalizzate al sovvertimento dell’ordine democratico. Dimostrano dunque che il fascismo non era morto il 25 aprile del ’45 e che dirsi oggi antifascisti non è retorico né anacronistico.
Nicola Galiano
In totale sintonia con i suoi sentimenti e con il suo pensiero avevo aggiunto che “a partire dal 1969 non ci furono solo le orribili stragi fasciste. Il bilancio del terrorismo rosso fu di 350 morti e mille feriti”. Ringrazio i tanti che hanno corretto questi numeri, anche se ciascuno lo ha fatto con un suo calcolo, sem…
Caro Merlo, il terrorismo rosso degli anni di piombo mi faceva ancor più ribrezzo di quello nero. Perché interrogava la mia coscienza di giovane antifascista sognatore di sinistra e metteva in discussione i miei ideali. Per me non erano “compagni che sbagliano” ma assassini che conducevano una “lotta politica di parte, realizzata con la violenza, in netta antitesi con i valori che si pretendeva di affermare”. Le stragi neofasciste che ho elencato nella mia lettera erano finalizzate al sovvertimento dell’ordine democratico. Dimostrano dunque che il fascismo non era morto il 25 aprile del ’45 e che dirsi oggi antifascisti non è retorico né anacronistico.
Nicola Galiano
In totale sintonia con i suoi sentimenti e con il suo pensiero avevo aggiunto che “a partire dal 1969 non ci furono solo le orribili stragi fasciste. Il bilancio del terrorismo rosso fu di 350 morti e mille feriti”. Ringrazio i tanti che hanno corretto questi numeri, anche se ciascuno lo ha fatto con un suo calcolo, sempre diverso. Ho anche scoperto che ci sono pochi arrabbiati che ancora credono che le Brigate rosse erano nere. Ringrazio, in particolare, Massimo Brillo che, consultando le mie stesse fonti e, in più, l’intelligenza artificiale (che ha risposto con lo stesso mio numero), scrive: “Sembrerebbe che quei numeri siano il totale tra estremismi neri e rossi”. Brillo usa il condizionale perché, anche nei libri più autorevoli che sono stati dedicati a quei tragici anni, i numeri ballano. Io non sono sicuro dei miei. E se ho sbagliato chiedo scusa. In attesa del calcolo definitivo mi sono rivolto a Luigi Manconi, che qui assumiamo come Cassazione. Luigi Manconi, per l’Istituto Cattaneo, partecipò al più importante studio italiano sul terrorismo di destra e di sinistra: “In una sezione da me curata scrivemmo così: morti attribuiti alle Br 191, morti attribuiti ad altre formazioni di sinistra 169, per un totale di 360. Questi dati si fermano al 1982. Non dispongo di quelli dei decenni successivi che credo ammontino a qualche decina”.
Caro Merlo, ho massimo rispetto del dolore per la perdita di Graziano Fiorita, il fisioterapista del Lecce morto d’infarto a 47 anni mentre era in ritiro con la squadra. Non me la sento però di gettare la croce addosso alla Lega Serie A che non ha rinviato la partita del Lecce contro l’Atalanta. Questa in fondo è la classica situazione all’italiana con regole intransigenti i giorni pari e flessibili quelli dispari.
Daniele Mosconi, Fondi (Latina)
All’italiana? Nel Paese delle piazzate, la protesta del Lecce, che ha indossato una maglia bianca e la scritta “nessun valore, nessun colore”, è stata civile e composta. Il bianco è il colore del candore, della pace, della luce e della saggezza. E speriamo che si diffonda la protesta dei colori che esprimono idee e umori meglio degli sproloqui nei talk show delle pulp-tv.
Caro Merlo, “i grandi della terra” merita la ghigliottina?
Giovanni Gazzo, Milano
Non c’è un’espressione più abusata e vuota, oggi che “i grandi della terra” sono “i giganti nani”, iracondi e tontoloni come Polifemo. Ghigliottina.