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L’italiano, lingua del cattolicesimo L’inno di Trump è “Macho man”

Leone XIV a sorpresa in visita al santuario di Genazzano (ansa)

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Posta e risposta dell’11 maggio 2025
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Caro Merlo, mi chiedo se è normale che un quotidiano riporti informazioni ( di tutto, di più) sul nuovo papa, per venti pagine. Trattando poi, marginalmente, altri argomenti.

Anna Maria Palmieri

Non sarebbe normale se lo facesse tutti i giorni, è un dovere farlo a ogni morte di papa.

Caro Merlo, quando ero ragazzina la lingua della Chiesa era il latino e ora invece anche in Vaticano si parla l’inglese- americano. Ho nostalgia per un papa del mio Paese. Faranno mai più un papa italiano?

Marcella Abba, Torino

Non è più tempo di un papa italiano, anche se il papa, qualunque papa, dovunque sia nato, “diventa” italiano. E infatti, al di là del latino ecclesiastico, l’italiano è la lingua del cattolicesimo. Siano polacchi, tedeschi, argentini, americani o filippini, i cardinali parlano — devono parlare ed è bello sentirli parlare — più o meno bene, l’italiano. È stato tollerato come un’eccezione e isolato come un’analfabeta Thomas Aquinas Manyo Maeda, arcivescovo di Osaka, che non…

Caro Merlo, mi chiedo se è normale che un quotidiano riporti informazioni ( di tutto, di più) sul nuovo papa, per venti pagine. Trattando poi, marginalmente, altri argomenti.

Anna Maria Palmieri

Non sarebbe normale se lo facesse tutti i giorni, è un dovere farlo a ogni morte di papa.

Caro Merlo, quando ero ragazzina la lingua della Chiesa era il latino e ora invece anche in Vaticano si parla l’inglese- americano. Ho nostalgia per un papa del mio Paese. Faranno mai più un papa italiano?

Marcella Abba, Torino

Non è più tempo di un papa italiano, anche se il papa, qualunque papa, dovunque sia nato, “diventa” italiano. E infatti, al di là del latino ecclesiastico, l’italiano è la lingua del cattolicesimo. Siano polacchi, tedeschi, argentini, americani o filippini, i cardinali parlano — devono parlare ed è bello sentirli parlare — più o meno bene, l’italiano. È stato tollerato come un’eccezione e isolato come un’analfabeta Thomas Aquinas Manyo Maeda, arcivescovo di Osaka, che non sa nemmeno una parola di italiano e neppure di inglese. Non mi pare che esista un’altra comunità internazionale di persone, sia pure molto colte come sono i cardinali, che parlano così bene una lingua, la nostra, che, diciamo la verità, nel mondo parliamo solo noi e la parliamo sempre peggio.

Caro Merlo, adesso ci toccherà sentire Trump affermare che il Vaticano è il 51° stato degli Usa e che i cardinali hanno seguito l’indicazione che lui ha dato con la propria immagine nei panni del papa ?

Franco Artese

È facile prendere in giro il detestabile Trump, ma ancora e sempre è in America che tutto succede.

Caro Merlo, qualcuno spieghi a Trump, che spesso conclude i suoi comizi ballando sulle note dei Village People, che il gruppo musicale in questione rappresenta da sempre un insostituibile punto di riferimento per i gay di tutto il mondo, da lui tanto disprezzati.

Dario Castriota, Roma

Sembra scritto per piacere a Trump “Macho man”, quasi un inno al trumpismo: “Ogni uomo dovrebbe essere un macho / un uomo macho/ per vivere una vita in libertà/ i machi prendono posizione / hanno il loro proprio stile di vita e i loro ideali / possiedi forza e fiducia, la vita è un’occasione /tu capirai che lui è un macho / lui è considerato il figlio prediletto di Dio in ogni paese ”.

Caro Merlo, il Paese più diviso del mondo (eccetto tutti gli altri) è l’Italia. Gli opinionisti di destra cercano di incoraggiarsi dicendo “Non è Francesco” e quelli di sinistra tirano la giacchetta del Papa dalla propria parte per l’accenno al “recupero della sinodalità” (sic!mah...). Perfino il nome, divide: quelli di sinistra lo ancorano a Leone XIII e alla sua “Rerum novarum” sulla dignità dei lavoratori e sulla questione sociale, quelli di destra a Leone Magno che difese la cristianità dai barbari. Andiamo in pace, disarmati e disarmanti. Amen.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

Gli italiani non si mettono mai d’accordo sulla stessa menzogna. Ne mettono in campo almeno due.

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