Caro Merlo, chi è più criticabile? Bertinotti che vende le sue opere d’arte mettendo in guardia tutti dal muovergli le solite obiezioni sui comunisti ricchi o Bezos, miliardario capitalista, che noleggia Venezia come location (ho scelto apposta questa parola orrenda) per il suo matrimonio da leggenda?
Attilia Giuliani, Vancouver
Da un lato c’è Bezos, un kitsch luccicante di ricchezza, che si sposa a Venezia, come sognano tutti gli innamorati del mondo, e dall’altro c’è il finto chic di Bertinotti, un vorrei ma non posso che nessuno ha mai notato per le ricchezze, che infatti non aveva, ma sempre per la raffinatezza di cachemire che esibiva, molto simile al finto chic che ora Bezos esibisce a Venezia. Bertinotti crede di liberarsene — «cosi la smetteranno di ironizzare sulle ricchezze dei comunisti» — vedendo le serigrafie di Andy Warhol, il famoso Mao che è super pop come il Canal Grande che Bezos vuole affittare. Ma il finto chic di Bertinotti è una metafora politica di cui non si …
Caro Merlo, chi è più criticabile? Bertinotti che vende le sue opere d’arte mettendo in guardia tutti dal muovergli le solite obiezioni sui comunisti ricchi o Bezos, miliardario capitalista, che noleggia Venezia come location (ho scelto apposta questa parola orrenda) per il suo matrimonio da leggenda?
Attilia Giuliani, Vancouver
Da un lato c’è Bezos, un kitsch luccicante di ricchezza, che si sposa a Venezia, come sognano tutti gli innamorati del mondo, e dall’altro c’è il finto chic di Bertinotti, un vorrei ma non posso che nessuno ha mai notato per le ricchezze, che infatti non aveva, ma sempre per la raffinatezza di cachemire che esibiva, molto simile al finto chic che ora Bezos esibisce a Venezia. Bertinotti crede di liberarsene — «cosi la smetteranno di ironizzare sulle ricchezze dei comunisti» — vedendo le serigrafie di Andy Warhol, il famoso Mao che è super pop come il Canal Grande che Bezos vuole affittare. Ma il finto chic di Bertinotti è una metafora politica di cui non si libererà mai, è la sua condanna: il finto chic è il vero kitsch.
Caro Merlo, non ricordo chi ne sia stato l’autore, ma mi piace il detto che l’umanità è divenuta civile quando è stato stabilito che scegliere la pena per l’uccisore non spetta ai parenti del morto. Comporta, fra l’altro, che i parenti debbano rimettersi alla giustizia anche se a loro non sembra abbastanza severa. Comunque, si può capire lo stato d’animo dei parenti. Ma nei processi Turetta e Impagnatiello, la condanna è stata la più grave prevista dal codice, l’ergastolo; e i parenti delle povere vittime coprono di recriminazioni e insulti i giudici per la loro indulgenza (e i giornali gli fanno eco). Non si sta esagerando?
Pier Giorgio Lignani, Perugia
Si esagera, certo, ma perché l’Italia si fonda sulla famiglia. Come nelle università, nelle professioni e nell’impresa capitalistica un codice sciita da prefisso “bin” prevale sul merito, così nella scelta della pena il cognome prevale sulla giustizia.
Caro Merlo, quando leggo in memoria di Alvaro Vitali, che “ è stato l’emblema della commedia sexy all’italiana”, non lo ritengo vero. Altri, se ci penso bene, lo sono stati assai di più.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
Alvaro Vitali era un carattere, una maschera romana che faceva con onestà il suo mestiere, un attore di successo con un pubblico affezionato che rispetto, anche se non mi somiglia. Il Pierino del cinema mi divertiva ancora meno del Pierino delle barzellette raccontate. Ma sempre barzellette erano e la parola sexy è completamente fuori luogo anche se in Amarcord Fellini gli fece tirare le palle di neve sul sedere della Gradisca.
Caro Merlo, dopo avere ghigliottinato il termine “regime change” si potrebbero ghigliottinare anche le parole escalation e de-escalation?
Stefano Mazzanti, Casalguidi (Pistoia)
Non capisco perché. Non mi pare che si abusi di escalation, soprattutto in questo momento. In italiano c’è il gerundio usato come sostantivo, il “crescendo”, ma la musica lo ha reso troppo gentile. Ghigliottina negata.