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Il ministro evita il Cafonal. Espiare nella notte buia

Il ministro Giuli 

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Posta e risposta del 4 luglio 2025
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Caro Merlo, quando erano ministri, Spadolini o Ronchey, andavano al Premio strega?

Leonetta Zoli, Pavia

Penso di sì, ma avevano le spalle larghe di una cultura che incuteva rispetto. Quale che sia oggi il vero motivo per cui Giuli si è negato, è un bene che il ministro della Cultura, di destra o di sinistra, non vada più a benedire o a farsi benedire nello Stracafonal del Premio Strega, che è il peggio dell’Italia, e già nel 1963 stava nei Mostri di Dino Risi, dove Gassman si traveste da Bellonci e premia un analfabeta pugliese, irsuto e engagé, che viene molto applaudito perché nessuno lo capisce.

Caro Merlo, Giovanna Vitale ha scritto su Repubblica che si è dimesso, “con un colpo di scena nella notte”, il direttore generale cinema e audiovisivo Nicola Borrelli. Sarebbe il funzionario al quale fa capo il tax credit, quello che lei aveva paragonato a un Totò al contrario, al quale l’americano Kaufman, il presunto assassino di villa Pamphili, aveva venduto… la Fontana di Trevi. Ca…

Caro Merlo, quando erano ministri, Spadolini o Ronchey, andavano al Premio strega?

Leonetta Zoli, Pavia

Penso di sì, ma avevano le spalle larghe di una cultura che incuteva rispetto. Quale che sia oggi il vero motivo per cui Giuli si è negato, è un bene che il ministro della Cultura, di destra o di sinistra, non vada più a benedire o a farsi benedire nello Stracafonal del Premio Strega, che è il peggio dell’Italia, e già nel 1963 stava nei Mostri di Dino Risi, dove Gassman si traveste da Bellonci e premia un analfabeta pugliese, irsuto e engagé, che viene molto applaudito perché nessuno lo capisce.

Caro Merlo, Giovanna Vitale ha scritto su Repubblica che si è dimesso, “con un colpo di scena nella notte”, il direttore generale cinema e audiovisivo Nicola Borrelli. Sarebbe il funzionario al quale fa capo il tax credit, quello che lei aveva paragonato a un Totò al contrario, al quale l’americano Kaufman, il presunto assassino di villa Pamphili, aveva venduto… la Fontana di Trevi. Capisco tutto, ma perché “nella notte”?

Mario Tosi, Roma

Immagino che il buio della notte sia il tempo più adatto al rito collettivo del capro espiatorio.

Caro Merlo, la misura virtuosa del tax credit cinema, da beneficio fiscale per chi produce un film, è diventato un profitto per chi non produce niente, perché, riconosciuto sulla base del preventivo, è “cedibile” alle banche (e non solo). E cosi, con un colpo di genio un sostegno fiscale per imprenditori veri si è trasformato in un contributo a fondo perduto per tutti, anche per i produttori inesistenti, senza neanche il filtro, che c’era un tempo, di una commissione di esperti. E nessuno cita mai l’abolizione del tax shelter, cioè la detassazione dei ricavi con obbligo però di reinvestimento nella produzione per favorire l’autofinanziamento dei film. Qualche impresa cominciò a utilizzarlo ma, dopo neanche due anni, il tax shelter venne abolito.

Ugo Baistrocchi, Roma

La cessione del credito è lo stesso sperimentato meccanismo che ha alimentato le truffe del famoso superbonus 110 del governo Conte2.

Caro Merlo, beffandosi della sua pubblicità, Ferrovie dello Stato ha deciso la soppressione, sembra solo per i mesi estivi (ma poi chissà?), dell’unico Intercity che in poco più di tre ore (ritardi permettendo) alle otto di mattina univa le Marche alla Capitale.

Antonio Imbrenda , Ancona

Io pubblicherei il tabellone delle partenze e degli arrivi della Stazione Termini ogni volta che mandano in onda lo spot di cui abbiamo già scritto ieri, quello che dice che siamo un popolo di ferro come i nostri treni lanciati verso il futuro.

Caro Merlo, anch’io sono rimasto inorridito da quella pubblicità. Mi occupo del settore, e mi è venuto in mente che forse c’entri vagamente il fatto che FSI riceva dal governo ogni anno più di 12 miliardi, a vario titolo. Senza quei soldi chiuderebbe in due mesi.

Marco Ponti (già ordinario di economia dei trasporti al Politecnico di Milano)

C’è saggezza e c’è speranza nello scherno con il quale è stata accolta questa pubblicità di Stato.

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