Caro Merlo, “datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infelici che aspirano a respirare libere, i rifiuti miserabili della vostra riva affollata. Mandatemi loro, i senzatetto, sbattuti dalle tempeste. Io alzo la mia fiaccola accanto alla porta dorata!”. Fu scritto sotto la Statua della libertà nel 1903 in un Paese che incarnava l’ideale di accoglienza e rifugio. Che facciamo... l’abbattiamo? Una sfiduciata.
Paola Caputo
Non so se basterà a darle fiducia. Se guarda bene le cose, magari dalla cima della Statua della libertà, anche lei si accorgerà che Trump, alla fine, pur con i suoi balletti e i suoi orrendi modi da Mammasantissima, sta facendo, all’ingrosso, quel che faceva Biden. Obtorto collo è tornato a appoggiare Kiev, sino al paradosso di invitare Zelensky a bombardare Mosca, e però, come già Biden, non gli dà i missili a lungo raggio. Ci sono cose, come l’appartenenza dell’America all’Occidente che nessun “matto” può cambiare. Nessuno può fermare la storia. T…
Caro Merlo, “datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infelici che aspirano a respirare libere, i rifiuti miserabili della vostra riva affollata. Mandatemi loro, i senzatetto, sbattuti dalle tempeste. Io alzo la mia fiaccola accanto alla porta dorata!”. Fu scritto sotto la Statua della libertà nel 1903 in un Paese che incarnava l’ideale di accoglienza e rifugio. Che facciamo... l’abbattiamo? Una sfiduciata.
Paola Caputo
Non so se basterà a darle fiducia. Se guarda bene le cose, magari dalla cima della Statua della libertà, anche lei si accorgerà che Trump, alla fine, pur con i suoi balletti e i suoi orrendi modi da Mammasantissima, sta facendo, all’ingrosso, quel che faceva Biden. Obtorto collo è tornato a appoggiare Kiev, sino al paradosso di invitare Zelensky a bombardare Mosca, e però, come già Biden, non gli dà i missili a lungo raggio. Ci sono cose, come l’appartenenza dell’America all’Occidente che nessun “matto” può cambiare. Nessuno può fermare la storia. Trump, durante questa sua presidenza, può deportare e incarcerare i migranti, ma non fermerà le migrazioni. E ci si può battere contro i gay e fare loro del male, ma poi arrivano tutti lì, a Budapest, e persino l’omofobo Orbán deve rassegnarsi. Capisco che non è argomento da “posta e risposta”, ma la libertà della statua lascia ancora irrisolta una vecchissima questione: è l’uomo che fa la storia o è la storia che fa l’uomo?
Caro Merlo, Ius scholae, Tajani: «Decido io se il capitolo è chiuso. E non lo è». Mi vien da ridere.
Sergio Vedovato
E invece io dico: forza Tajani. Mi ricorda infatti uno dei più bei racconti di Cechov che si intitola Dalle memorie di un uomo irascibile. È la storia di un uomo che, come Tajani, crede di avere un compito altissimo e, pur di portarlo a termine, trattiene il suo carattere parlando di sé tra sé e sé: “Non c’è che fare” “la mia anima ribolle”, “ancora un momento e esplodo”. E sempre ripetendo “sono furibondo” e “che il diavolo mi porti” obbedisce, obbedisce e obbedisce.
Caro Merlo, non ho un contributo da dare al dibattito su Milano perché anch’io, come lei, non ho capito molto delle indagini, di cui tutti fingono di avere capito tutto, ma ci tengo a dirle che condivido il suo giudizio sulla bellezza del modello Milano e sul bel lavoro del nostro sindaco, esista o no una cricca.
Elena Pacini, Milano
A quel che ho scritto ieri (venerdì 18 luglio) aggiungo solo che anch’io credo, come Matteo Renzi e come tanti, nell’onestà di Beppe Sala e nella sua dedizione alla città di Milano.
Caro Merlo, Israele bombardando Gaza ha colpito anche la chiesa della Sacra Famiglia dove opera padre Romanelli sempre confortato dalle telefonate di papa Francesco. «È stato un errore», si è giustificato Netanyahu. Ricordo che nella canzone “Eppure soffia” Bertoli cantava “... i crimini contro la vita li chiamano errori”.
Stefano Mazzanti, Casalguidi (Pistoia)
Non so perché Israele continui a usare la parola «errore» come un eufemismo, secondo me a Gaza è una parola che raddoppia il crimine.