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Coima, Milano torna spagnola. Papaboys e Temptation Island

Roma, 3 agosto: il Giubileo dei giovani (ansa)

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Posta e risposta di martedì 5 agosto 2025
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Caro Merlo, da ispanista mi ha colpito il significato in spagnolo di Coima, l’azienda sotto accusa di illeciti a Milano, perché, termine desueto, si può tradurre “prostituta”, “mazzetta” e “guadagno del tenutario di una bisca”. Pura coincidenza, però quando si dice “nomen omen”.

Carla Perugini, Avellino

Coima è l’acronimo di Consulenti immobiliari associati. E però, come manzonianamente lei ci fa notare, cara professoressa Perugini, la parola spagnola coima — mazzetta, tangente — si impone sull’acronimo con la forza della realtà. E forse perché, ogni volta che si parla di corruzione e di manipolazione, si riscopre che Milano è, ancora e sempre, quella seicentesca della dominazione spagnola e del gran cancelliere Ferrer che si adatta alla folla dirigendo con sapiente ipocrisia il suo cocchiere (oggi si chiama populismo): «Adelante, Pedro, con juicio, si puedes». È la Milano della prepotenza ma anche la Milano del linciaggi e di chi «parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui ch…

Caro Merlo, da ispanista mi ha colpito il significato in spagnolo di Coima, l’azienda sotto accusa di illeciti a Milano, perché, termine desueto, si può tradurre “prostituta”, “mazzetta” e “guadagno del tenutario di una bisca”. Pura coincidenza, però quando si dice “nomen omen”.

Carla Perugini, Avellino

Coima è l’acronimo di Consulenti immobiliari associati. E però, come manzonianamente lei ci fa notare, cara professoressa Perugini, la parola spagnola coima — mazzetta, tangente — si impone sull’acronimo con la forza della realtà. E forse perché, ogni volta che si parla di corruzione e di manipolazione, si riscopre che Milano è, ancora e sempre, quella seicentesca della dominazione spagnola e del gran cancelliere Ferrer che si adatta alla folla dirigendo con sapiente ipocrisia il suo cocchiere (oggi si chiama populismo): «Adelante, Pedro, con juicio, si puedes». È la Milano della prepotenza ma anche la Milano del linciaggi e di chi «parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso». Ecco: «Così va spesso il mondo... voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo».

Dear Merlo, tutti i giovani che sono venuti a Roma per il Giubileo come sono arrivati, camminando sull’acqua (da Montevideo) o hanno preso centinaia di aerei inquinanti e puzzolenti? E parlando di puzzolenti in bici sono passato davanti a Villa Celimontana. C’erano pullman fermi, alcuni con i motori accesi. Ma questi ragazzi non dovrebbero essere della G.G., Generazione Greta? E dovrebbero fermare le guerre? Dall’ultimo Giubileo dei giovani nel 2000 quante guerre sono state fermate?

Mario Rimati, Roma

I giovani non hanno mai fermato le guerre. Senza moralismi, preferisco i Papaboys a quegli altri che si rimbecilliscono con Temptation Island, un orrendo programma — leggo — “che affascina il pubblico dai 14 ai 25 anni” (sarà vero?). E sono giovani quelli che picchiano i professori e quegli altri che fanno il saluto romano nei raduni fascisti. Ci sono i giovani dei centri sociali, quelli dei rave, e quegli altri che vanno in moto senza casco… La verità è che non esistono “i giovani” e neppure “gli anziani”, e chi pretende di rappresentarli è un imbonitore.

Caro Merlo, trovo bella l’iniziativa del ministro Giuli di celebrare la storia patria ricordando la sanguinosa sconfitta romana a Canne grazie ai Cartaginesi di Annibale. Mi permetto di ricordare al ministro il primo sacco di Roma dei Goti (410), il secondo sacco di Roma dei Lanzichenecchi, Lissa, Caporetto...

Valerio Baldan, Cervia (Ravenna)

Giuli ha ragione: non sempre la storia che si celebra è quella dei vincitori. Altrimenti Waterloo non sarebbe ricordata come “la più gloriosa delle disfatte”.

Caro Merlo, dei ladri sono entrati in casa dell’ex senatore Verdini. Sto ancora cercando di capire perché la notizia è su tutti i giornali. Un’idea ce l’ho, certo.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

«Così s’osserva in me lo contrappasso» è il verso di Dante che ispira i suoi sospetti.


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