Caro Merlo, lei ha scritto tante volte che è favorevole al Ponte sullo Stretto. Ma a Radiotre le ho sentito dire che Salvini aumenta solo il tasso di comicità. Davvero le interessa così tanto Salvini? L’importante non è, comunque, fare il Ponte?
Emilia Vinciguerra, Messina
Sembra buon senso dire che l’importante è, comunque, fare il Ponte. Purtroppo, però, il peggior modo di non farlo, straziando il vecchio sogno della sinistra meridionalista, è averlo messo nelle mani di Salvini. Non si possono consegnare i ponti, quelli fatti e quelli da fare, a un demagogo pataccaro. Già ridotto a topos della comicità, come il Sarchiapone, l’ombrello di Altan e le sei corsie di “pilu” di Cetto Laqualunque, il ponte affidato all’inaffidabile prelude adesso alle penali economiche, al solito gioco di guardie e ladri, ai tira e molla delle sospensioni e dei ricorsi amministrativi, a una pena ben peggiore delle altre, più piccole, spavalderie come le deportazioni in Albania e le chiusure dei porti. M…
Caro Merlo, lei ha scritto tante volte che è favorevole al Ponte sullo Stretto. Ma a Radiotre le ho sentito dire che Salvini aumenta solo il tasso di comicità. Davvero le interessa così tanto Salvini? L’importante non è, comunque, fare il Ponte?
Emilia Vinciguerra, Messina
Sembra buon senso dire che l’importante è, comunque, fare il Ponte. Purtroppo, però, il peggior modo di non farlo, straziando il vecchio sogno della sinistra meridionalista, è averlo messo nelle mani di Salvini. Non si possono consegnare i ponti, quelli fatti e quelli da fare, a un demagogo pataccaro. Già ridotto a topos della comicità, come il Sarchiapone, l’ombrello di Altan e le sei corsie di “pilu” di Cetto Laqualunque, il ponte affidato all’inaffidabile prelude adesso alle penali economiche, al solito gioco di guardie e ladri, ai tira e molla delle sospensioni e dei ricorsi amministrativi, a una pena ben peggiore delle altre, più piccole, spavalderie come le deportazioni in Albania e le chiusure dei porti. Ma voglio dirlo in un altro modo: se Salvini avesse avuto veramente a cuore il Ponte sullo Stretto, che rimane un’opera bellissima da realizzare anche se controversa e contestata, avrebbe fatto un passo indietro. Il modello vincente è infatti Genova, dove per rifare il ponte Morandi nel momento fatale tutti si unirono attorno a Renzo Piano e non attorno a Salvini: il procuratore capo, il cardinale, il Quirinale, il sorprendente Marco Bucci, commissario straordinario e primo sindaco di destra nella storia di Genova che è tutta di sinistra; e anche — è bene ricordarlo — l’allora governatore Giovanni Toti. Qui c’è invece Salvini che, sputando il solito fuoco, sostiene da solo, come Atlante, tutto il peso del ponte. Non gli crede nessuno e neppure conquisterà, come spera, quattro voti nel Sud che, pur essendo lo scenario naturale degli imbonitori, dal “Salvini Bridge” non si farà babbiare.
Caro Merlo, citando la trasmissione Temptation Island lei l’ha definita orrenda. Non avendola mai vista, mi ha colto la curiosità di capire di cosa si tratta. Ne ho visto alcuni spezzoni e ho letto alcuni articoli. Bene, avrei un dato da aggiungere alla sua definizione di “orrenda”. Perfino la pretesa di essere un’idea inedita, geniale e spregiudicata si sgonfia: ci aveva già pensato più di due secoli fa, in una sintesi fulminante di azioni, sentimenti e riflessioni, la sublime coppia Mozart/Da Ponte nel Così fan tutte.
Laura Bruni, Bergamo
Sarebbe bello se quelli di Temptation Island sapessero cantare “donne mie, la fate a tanti”, “smanie implacabili”, “fra gli amplessi in pochi istanti”, “…sposo amante e più se vuoi”. La materia è, grosso modo, la stessa, ma qui è orrenda la volgarità.
Caro Merlo, che ne direbbe di ghigliottinare l’espressione “stare sul pezzo”?
Silvia Giannella
Tratto dal gergo militare e poi giornalistico, “stare sul pezzo” è la giusta esortazione ad aggiornarsi e a non farsi sfuggire nulla. A volte, però, come invito a non uscire fuori tema, può nascondere il conformismo. Ci sono momenti nei quali è bene spiazzare e non stare sul pezzo. Ghigliottina negata.