✕

Hiroshima non avvenne a guerra vinta. Non butto il ponte con l’acqua sporca

Ascolta l'audio

Posta e risposta del 10 agosto 2025
2 minuti di lettura

Caro Merlo, credo che la giusta, benedetta paura che si torni a servirsi della bomba atomica, stia portando a far passare come verità storica i propri umori, che spesso sono cattivi come i tempi che viviamo. Lo dico a proposito della tesi che, in modo assertivo, ha accreditato l’uso dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki a guerra vinta e finita. La storiografia racconta invece che i militaristi che dominavano la politica giapponese non intendevano arrendersi ma contrastare un’invasione americana con una resistenza fino all’ultimo uomo (operazione Ketsu-go), in coerenza con l’etica dei samurai. L’imperatore, favorevole alla resa, dovette esporsi con un discorso alla radio senza precedenti, per superare l’opposizione dei militaristi. E tra la bomba su Nagasaki e la resa passò quasi un mese. Non pretendo di avere certezza che questa versione sia giusta in esclusiva. La verità storica è infatti una questione molto complicata. Richiede, però, un minimo di distanza dalle passioni attuali. Non…

Caro Merlo, credo che la giusta, benedetta paura che si torni a servirsi della bomba atomica, stia portando a far passare come verità storica i propri umori, che spesso sono cattivi come i tempi che viviamo. Lo dico a proposito della tesi che, in modo assertivo, ha accreditato l’uso dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki a guerra vinta e finita. La storiografia racconta invece che i militaristi che dominavano la politica giapponese non intendevano arrendersi ma contrastare un’invasione americana con una resistenza fino all’ultimo uomo (operazione Ketsu-go), in coerenza con l’etica dei samurai. L’imperatore, favorevole alla resa, dovette esporsi con un discorso alla radio senza precedenti, per superare l’opposizione dei militaristi. E tra la bomba su Nagasaki e la resa passò quasi un mese. Non pretendo di avere certezza che questa versione sia giusta in esclusiva. La verità storica è infatti una questione molto complicata. Richiede, però, un minimo di distanza dalle passioni attuali. Non si può valutare la vicenda di Hiroshima e della resa giapponese confondendo, senza neppure dirlo, Truman e Trump, Putin e Stalin, il 1945 e il 2025.

Giovanni Camardi — Università di Catania

Condivido quel che scrive: la Storia mai sceglie a caso il tempo e lo spazio dei suoi momenti fatali. Sono stato a Hiroshima il 6 agosto del 2015, ho visto il mondo dopo la fine del mondo e ho scoperto un Giappone che, pur volendo tornare a essere fiero del proprio passato, era anche il più strenuo sostenitore del rapporto con l’America che su Hiroshima aveva sganciato la bomba.

Caro Merlo, ho letto la sua risposta a Emilia Vinciguerra a proposito del Ponte e voglio ringraziarla perché la sua è un’opinione disinteressata, interessante, per me una novità. Condivido la sua opinione su Salvini ma, in effetti...che ne so io realmente del ponte? Stavo commettendo l’errore di buttare il bambino con l’acqua sporca.

Teodora Iannetti — Pescara

L’uomo salta gli Stretti scavando canali, come a Panama, come a Suez, e facendo ponti, in Danimarca come in Scozia, in Giappone come in Portogallo, sul Bosforo e sul Baltico, nelle città e nelle campagne della Cina, dove servono e dove non servono, tra due denti, tra due mani, tra due feste o solo per ballare — come canta Lucio Dalla — su una tavola tra due montagne. Sempre l’uomo ha fatto ponti, dalle palafitte all’impero romano e a Internet dove i ponti sono Net, reti. Non esiste una riva che non possa essere raggiunta dal ponte, non esiste un vuoto che il ponte non riesca a beffare: l’uomo fa ponti — è Pontifex — per ‘stringersi’ a Dio.

Caro Merlo, a ogni disgrazia che avviene, le istituzioni ripetono, come un mantra: “Mai più dovrà verificarsi un fatto simile”. E intanto la gente continua a morire nel posto di lavoro ecc. ecc. Parole di circostanza che lasciano il tempo che trovano. Che ne pensa di una ghigliottina?

Umberto Romano — Catania

Ghigliottina anche per “come un mantra” e “lasciano il tempo che trovano”.

Leggi i commenti