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Woody Allen è un grande comico. Buttafuoco e l’appello in Mostra

Woody Allen (afp)

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Posta e risposta di mercoledì 27 agosto 2025
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Caro Merlo, «mi piacerebbe girare un film su quanto è bello vivere a Mosca» ha detto Woody Allen durante il contestato collegamento da remoto con il quale ha partecipato alla Settimana internazionale del cinema di Mosca.

Marzia Pastonchi, Ferrara

A Woody Allen tutto è perdonato, anche perché, come vede, rimane sempre e comunque un grande comico, suo malgrado.

Caro Merlo, non crede che il dubbio amletico sul boicottaggio degli attori israeliani Gal Gadot e Gerard Butler, “esserci o non esserci a Venezia”, al di là delle intenzioni serva a fare pubblicità a un film strampalato su Dante che al cinema non ha mai avuto fortuna?

Ennio Saraceni, Molfetta (Bari)

Vedremo se il film è “strampalato”, come lei dice. Per ora, l’appello propal dei soliti noti che non vogliono a Venezia i due attori israeliani Gal Gadot e Gerard Butler ha riacceso, nel torpore di fine agosto, i consueti falò delle vanità. A un appello, che è un “genere”, non è mai facile sottrarsi senza avvertire, riprendendo…

Caro Merlo, «mi piacerebbe girare un film su quanto è bello vivere a Mosca» ha detto Woody Allen durante il contestato collegamento da remoto con il quale ha partecipato alla Settimana internazionale del cinema di Mosca.

Marzia Pastonchi, Ferrara

A Woody Allen tutto è perdonato, anche perché, come vede, rimane sempre e comunque un grande comico, suo malgrado.

Caro Merlo, non crede che il dubbio amletico sul boicottaggio degli attori israeliani Gal Gadot e Gerard Butler, “esserci o non esserci a Venezia”, al di là delle intenzioni serva a fare pubblicità a un film strampalato su Dante che al cinema non ha mai avuto fortuna?

Ennio Saraceni, Molfetta (Bari)

Vedremo se il film è “strampalato”, come lei dice. Per ora, l’appello propal dei soliti noti che non vogliono a Venezia i due attori israeliani Gal Gadot e Gerard Butler ha riacceso, nel torpore di fine agosto, i consueti falò delle vanità. A un appello, che è un “genere”, non è mai facile sottrarsi senza avvertire, riprendendo un Manganelli del 1973, il ricatto di parole, più o meno come queste: «Sapevo che eri un bastardo, un vigliacco e altro ancora; tuttavia supponevo che un’elementare decenza ti avrebbe impedito di dichiararti favorevole allo sterminio degli infanti a Gaza, alla deportazione dei palestinesi, alla futura guerra atomica e alla distruzione dell’umanità». È infatti arduo rompere il sillogismo: “ti presento un appello contro lo sterminio e tu rifiuti di firmarlo. Trai tu stesso l’inevitabile conclusione: sei complice di quel criminale di Netanyahu”. Ma non finisce qui. L’appello sul boicottaggio degli artisti riapre il dibattito che potremmo chiamare di Biancaneve: specchio delle mie brame, chi è il più liberale del reame? Accade infatti che sui temi dell’arte anche i più illiberali e trinariciuti giustizialisti ci impartiscano lezioni di raffinatissimo liberalismo. C’è pure chi spiega che boicottare due artisti di mezza tacca non giova alla causa palestinese che pretenderebbe di servire… E nessuno si accorge, come ha fatto notare il presidente Pietrangelo Buttafuoco, che nel programma della Mostra ci sono, ma con l’intensità dell’arte, il martirio palestinese e la tragedia di Gaza che gli appelli riducono a retorica.

Caro Merlo, da pendolare su alta velocità, anche in agosto, affronto con rassegnata moderazione i disagi di queste settimane nei viaggi sul tronco appenninico, interessato dai lavori di manutenzione straordinaria. La rete va curata, per carità, e non mi lamento per i tempi di percorrenza momentaneamente dilatati (la mia tratta per esempio si è allungata di un’ora e mezza). Ma resto basita per il fatto che il biglietto costi come al solito. Viaggio come su un Intercity del 2008 e pago per un Frecciarossa del 2025. Evidentemente per le aziende del trasporto ferroviario la pazienza non ha prezzo.

Elena Bianca, Roma

Una pur modesta variazione del prezzo, quando i cantieri sono aperti, segnalerebbe un’attenzione verso il passeggero che purtroppo non c’è. E vedrà in autunno cosa la aspetta, con i lavori previsti sino al 2026.


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