Caro Merlo, vorrei spezzare una lancia per il “povero” Manganiello che ha inaugurato la spiegazione urbi et orbi di una sua decisione arbitrale, come da regolamento. Si è esibito con voce roboante: «Sembrava piazza Venezia», ha scritto Adriano Panatta. Ma era solo emozionato.
Piero Orrù
Manganiello ha usato il tono del fischietto, unica lingua dell’arbitro, il contrario della lingua dell’arbitrio e dell’arbitrarietà di piazza Venezia, che è, come dimostra il simpatico Panatta, un’inguaribile ossessione italiana.
Caro Merlo, in Italia i tempi saranno mai maturi per non costruire più? O riutilizzare il già esistente, abbatterlo e ricostruire con le stesse o minori volumetrie a vantaggio della collettività?
Leonardo Sestopassi, Napoli
Spero che quei tempi non arrivino mai. L’uomo è costruttore, già per istinto e non solo per tecnica e per scienza. E l’Italia ha bisogno di bravi e onesti costruttori, anche nell’edilizia, che è fatta di case, strade, piscine finite a Caivano, parchi attrezzati e controllati, scuole, campi sportivi, ospedali, ferrovie, stazioni… Costruttore è una bellissima parola che purtroppo si porta addosso il doppio fardello della corruzione e della demagogia. E infatti suona meglio — non lo dico per esterofilia — in inglese, build maker, e in francese, bâtisseur. Ma è costruttore anche il Pontefice, che fa ponti.
Caro Merlo, torno a percorrere la statale n. 18 (Tirrena inferiore) che da Napoli arriva a Reggio Calabria e fu realizzata quasi un secolo fa; al km 79 + 200 metri (dopo Battipaglia) c’è una rotatoria dove almeno cinque anni fa ci fu un incidente: da allora il segnale “provvisorio” di direzione obbligatoria e i guardrail ammaccati non sono stati sostituiti. Forse nel capitolato del Ponte sullo Stretto includeranno questi interventi “straordinari”?
Vito Pindozzi, Roma
Se il suo argomento contro il Ponte sullo Stretto è il guardrail di Battipaglia, Salvini può stare tranquillo.
Caro Merlo, la Global Sumud Flotilla salperà verso Gaza il 31 agosto e il 4 settembre. È un movimento spontaneo che parte da 44 Paesi per portare aiuti e dire basta. Oltre 28mila persone hanno donato più di un milione e mezzo di euro. Perché non se ne parla?
Andrea Pellicci, Roma
Non è vero, ce ne siamo occupati, con tanti auguri, anche noi di Repubblica.
Caro Merlo, l’attore Gerard Butler è scozzese e non israeliano.
Carmelo Murabito, Tivoli (Roma)
“Giusta correzione — ha scritto Etiams Omnes nei commenti, spesso spiritosi, degli abbonati — anche perché, partecipando a una raccolta fondi per le forze armate israeliane (!), ha il merito di aver smentito lo stereotipo sugli scozzesi”. Sapevo che Butler è scozzese e volevo scrivere filoisraeliano, ma ho perso il filo.
Caro Merlo, mando l’espressione “inverno demografico” senza se e senza ma alla ghigliottina.
Stefano Mazzanti, Casalguidi (Pistoia)
Se voleva provocarci con lo stra-ghigliottinato “senza se e senza ma”, ci è riuscito: ghigliottina negata per “inverno demografico”.